17Viaggi Organizzati Balcani Un itinerario nel cuore dei Balcani tra storia, natura e cultura

Dimenticate i confini segnati sulle mappe: viaggiare nei Balcani significa attraversare linee invisibili tracciate dalla storia, dalla religione e, soprattutto, da un'ostinata voglia di vivere. Questo non è il classico tour di monumenti ma un’immersione in un’area geografica che respira al ritmo dei caffè turchi e delle campane delle cattedrali. Ecco uno spaccato autentico di questo itinerario, dove la pietra bianca della Dalmazia incontra il vapore dei ćevapčići di Sarajevo. Partiamo con Guiness Travel, tour operator specializzato in viaggi organizzati con accompagnatore dall’Italia.

Slovenia

Il viaggio, che porta a scoprire Slovenia, Croazia e Serbia, inizia scendendo nel ventre del Carso. Le Grotte di Postumia sono una cattedrale naturale che ha richiesto milioni di anni per essere "arredata". Mentre il trenino sfreccia tra stalattiti millenarie, aguzzate la vista: potreste scorgere il Proteo, una creatura cieca e rosata che gli antichi abitanti credevano fosse un cucciolo di drago. La temperatura costante a 10°C vi ricorderà che qui sotto il tempo scorre con leggi diverse. Risaliti in superficie, Lubiana vi accoglie con quella sua aria da "piccola Praga" che ha saputo farsi trendy. Non limitatevi a guardare i ponti; osservate come l'architetto Jože Plečnik ha trasformato la città in un’opera d’arte a cielo aperto. Il Triplo Ponte e il Ponte dei Draghi sono le star, ma il vero spirito lubianese è lungo il fiume Ljubljanica, dove i locali siedono per ore sorseggiando vino sloveno, godendosi quella che chiamano lagano (la lentezza del vivere).

Zagabria e Sarajevo

Arrivare a Zagabria è come entrare in un salotto austro-ungarico. La città è divisa in due: la parte alta (Gornji Grad), antica e intima, e quella bassa, monumentale. Il rito del mezzogiorno: se sentite un botto assordante mentre passeggiate vicino alla Torre Lotrščak, non spaventatevi: è il cannone Grič che spara ogni giorno alle 12:00 in punto dal 1877. Serve a sincronizzare gli orologi della città, un’abitudine che i zagabresi non hanno alcuna intenzione di abbandonare. Ma è superando il confine bosniaco che il viaggio cambia frequenza. Sarajevo è una città unica nel suo genere, un assaggio d’Oriente nel cuore d’Europa. È la "Gerusalemme d'Europa", dove nello spazio di poche centinaia di metri si incrociano una moschea, una sinagoga e due chiese. La vera vita quotidiana qui si consuma nella Baščaršija, il vecchio bazar. Sedetevi in una kafana per un vero caffè bosniaco (servito nel džezva di rame): berlo è un rito che richiede pazienza, un quadratino di zucchero e una conversazione che non deve mai avere fretta e giungere al dunque. Sarajevo è una città che ha sofferto l'assedio più lungo della storia moderna, e lo vedrete nel Tunnel della Speranza, ma la sua risposta è stata una vitalità contagiosa che esplode nei festival e nei ristoranti di pita cotta a legna.

Mostar e Medjugorje

A Mostar, la vista del Ponte Vecchio (Stari Most) che si staglia contro l'azzurro della Neretva vi toglierà il fiato. Osservate i giovani locali che si preparano sul bordo del ponte. Non si tuffano per sport, ma per onorare una tradizione secolare: volare da 24 metri nelle acque gelide del fiume per dimostrare coraggio. È un rito di passaggio che i turisti pagano per vedere, ma che per la gente del posto è l'anima stessa della città. Poco distante, Medjugorje offre una pausa di silenzio assoluto. Che siate credenti o meno, l'energia che si respira salendo verso il Podbrdo è palpabile. Qui la vita quotidiana ruota attorno alla spiritualità e all'accoglienza, in un borgo che è passato dall'essere un povero villaggio rurale a un centro mondiale della fede.

Ragusa e Spalato

Scendendo verso la costa, la Croazia sfoggia il suo gioiello: Dubrovnik (l'antica Ragusa). Camminare sulle sue mura ciclopiche significa capire perché questa città non è mai stata conquistata per secoli. Il segreto è la pietra bianca che riflette il sole dell'Adriatico in modo quasi accecante. Sulla fortezza di San Lorenzo leggerete il motto della città: Libertas. Dubrovnik fu la prima repubblica al mondo ad abolire la schiavitù nel 1416. Oggi, tra i set di serie tv famose e yacht, il vero lusso è perdersi nei vicoli meno battuti, dove le donne stendono ancora i panni tra una finestra e l'altra, incuranti dei turisti. A Spalato, la storia si fa ancora palpitante quando entrerete nel Palazzo di Diocleziano, un monumento Patrimonio Unesco che è ancora “vivo”. Case, negozi, bar e appartamenti sono incastonati tra le colonne romane e i templi pagani trasformati in cattedrali. Vivere Spalato significa sedersi sul Peristilio e guardare il mondo passare, esattamente come faceva l’imperatore romano 1700 anni fa.

Plitvice e Istria

Prima di rientrare, la natura si riprende il palcoscenico a Plitvice. Sedici laghi che si riversano l'uno nell'altro in una cascata continua. Consiglio da local: non correte lungo le passerelle di legno. Fermatevi ad ascoltare il suono dell'acqua che cambia tono a seconda della roccia che colpisce. Il colore azzurro-verde dei laghi è così intenso che sembra ritoccato artificialmente, ma è solo il risultato dei minerali del Carso. Il viaggio si chiude in Istria, una terra che parla un dialetto che sa di veneziano. Pola ,con la sua Arena romana, sicuramente vi stupirà, ma è a Rovigno che lascerete il cuore. Con le sue case color pastello che si tuffano in mare e il campanile di Santa Eufemia che svetta sulla collina, è la "Venezia croata". Chiudete il Gran tour dei Balcani a Parenzo, ammirando i mosaici d'oro della Basilica Eufrasiana: un pezzo di Bisanzio rimasto intatto sulla costa istriana.

Di Cinzia Gozzoli

Sono una blogger, scrittrice e imprenditrice. Amo la musica, i film e viaggiare.