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Scuola, per il ritorno a settembre, "non andrà tutto bene"

Lascia un commento | Tempo di lettura 320 secondi Mantova - 19 May 2020 - 16:34

Scuola, per la ripresa del prossimo anno scolastico "non andrà tutto bene". Da quel che è trapelato il rientro si preannuncia molto complicato per i circa 8 milioni di studenti e 800mila docenti e circa 200mila Ata - ausiliari, tecnici e amministrativi. E' di oggi intanto la notizia del via libera all’assunzione di 4.500 insegnanti precari: il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina ha firmato il decreto ministeriale per occupare i posti liberati lo scorso anno a seguito dei pensionamenti della cosiddetta 'Quota 100'. 

Secondo quanto annunciato dal ministro, a settembre si adotterà «una didattica mista», in parte in presenza e in parte online a distanza. L’ipotesi al vaglio è quella di dividere le classi in due parti: «La metà degli studenti per metà settimana andrebbe a scuola, poi toccherebbe all’altra metà». Da casa gli studenti continueranno con la didattica a distanza. Una modalità che potrebbe andare bene per adolescenti delle medie e le superiori ma penalizza fortemente la fascia di età dei piccoli, materne ed elementari. Non poche di queste maestre, si dicono seriamente preoccupate, se non addirittura fortemente contrarie, alle riaperture per l’impossibilità di rispettare le norme indicate e per le difficoltà pedagogiche legate alle nuove disposizioni. Oltre ai vari dubbi di carattere generale, ce n’è anche uno specifico legato all'età e all'apprendimento dei bambini che frequentano le scuole dell'infanzia o quelle di primo grado. Alcune insegnanti stanno facendo notare come nell’apprendimento e nella comprensione dei concetti sia fondamentale il labiale pertanto è necessaria la presenza e la vicinanza del docente. Circostanza resa impossibile dall’uso delle mascherine. A tal proposito, le insegnanti pongono l’accento sull’importanza per i bambini dell’espressività del volto di chi li educa, dal quale egli può riconoscere spesso se il suo comportamento è condiviso o meno dall’educatore. Per quanto riguarda l'aspetto sanitario questa è una fascia di età dove le insegnanti i genitori conoscono bene trovandosi puntualmente a convivere con virus intestinali le congiuntiviti o i raffreddori il moccolo al naso. 

Intanto un genitore scrive:

"Cari genitori, vi chiedo 2 minuti di attenzione, la cosa è importante.
Ho mandato una mail alle maestre e alla dirigente in occasione di un incontro di interclasse.
Ho espresso la mia preoccupazione per i piani esposti in queste settimane dal Ministro dell’Istruzione per settembre, che mi sembrano a dir poco folli e dannosi per i nostri figli.
Le riassumo:
•Scuola a distanza;
•Iscrizione obbligatoria al servizio G.Suite di Google (i dati dei vostri figli cominceranno a girare per la rete, infatti chiedono consenso al trattamento dati dei minori, e non vengano a dirmi che sono tutelati);
•“Digitalizzazione”;
•Turni a metà (una settimana a scuola, una da casa, non si sa bene con chi…forse prevedono di lasciare disoccupati tutti);
•Mascherine 8 ore al giorno (ricircolo delle esalazioni di Co2 nei polmoni e nel cervello dei nostri figli….ma Greta??);
•“Distanziamento sociale” (un banco ogni 1,5 m lineari); al limite dispositivi elettronici che segnalano avvicinamento.
Allora, premesso che negli altri Paesi Europei nulla di tutto ciò è previsto, (in alcuni hanno già riaperto a maggio, perché sanno già come affrontare un ritorno dei contagi in modo adulto e fidandosi del popolo), e poiché tutto ciò molto probabilmente contribuirà alla formazione di una generazione di sociopatici, dipendenti dagli schermi, che hanno paura della vicinanza fisica, che credono che il compagnuccio abbia un male incurabile o che nell’aria che respira ci sia la peste, ho deciso che se non si torna alla normalità ( scandisco N-O-R-M-A-L-I-T-A’) non iscriverò i miei figli a scuola, per proteggerli da quella che secondo me è una esperienza traumatica da ospedale psichiatrico.
Cercherò genitori che la pensano come me e pagheremo una maestra privata per fare home scooling a casa di qualcuno, senza paura, traumi, psicosi ingiustificate e soprattutto senza videogiochi per imparare se non per integrare ogni tanto.
Inoltre, dato che gli enti statali preposti all’istruzione pensano che quanto detto sopra vada bene a tutti, vorrei chiedervi una sola cosa: quanti di voi rinuncerebbero ad iscrivere i bimbi a settembrein quelle condizioni da regime terroristico?
Lo chiedo per far sapere alla dirigente che il plesso, così come i posti di lavoro del corpo docente e non, non sono immuni dalla tragedia che seguirà se queste prospettive verranno portate a compimento"
.

Tra le norme da adottare nelle scuole dell'infanzia che proteggerebbero da un eventuale contagio vi è la pulizia ogni ora degli ambienti che potrebbe comportare per qualcuno anche il rischio di un'intossicazione per eccesso di disinfettante.

Parlare di questo argomento non è facile. Lo sanno bene le insegnanti che non vogliono esporsi (spesso chi dirige la struttura è di altro parere o comunque preferisce eseguire gli ordini dei servizi centrali), e lo sanno bene i genitori che sui social vengono zittiti da chi afferma che “comunque potete tenere a casa i vostri figli se avete problemi con la riapertura”. Come se tenere a casa i propri figli fosse un’opzione, senza il rischio di perdere il lavoro. I pediatri non si esprimono e i genitori da quando è cominciato il lockdown sono stati lasciati soli. Come sempre nascono le fazioni che dividono: alcuni genitori ritengono che si stia esagerando e che il virus sia gestibile anche perchè colpisce la fascia della popolazione anziana vulnerabile al contrario dei bambini, certamente più forti e sani e giovani.

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