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Mantova Cronaca Insegnanti al Ministro: "Difendiamo i bambini dal distanziamento e dall’abuso delle tecnologie a discapito delle relazioni umane"

Insegnanti al Ministro: "Difendiamo i bambini dal distanziamento e dall’abuso delle tecnologie a discapito delle relazioni umane"

Lascia un commento | Tempo di lettura 222 secondi Mantova - 29 May 2020 - 10:55

Le nuove regole previste a settembre per il rientro a scuola sono state messe in discussione dal movimento modenese La scuola che accoglie che ha referenti su tutti i territori e anche in provincia di Mantova. Sono tanti i gruppi che in queste settimane provano a convincere  il Comitato tecnico scientifico e i Ministri a rivedere le modalità che cambieranno il modo di vivere la scuola per migliaia di studenti. Per questo insegnanti, docenti ed educatori hanno redatto il Manifesto per la Scuola sottoscritto anche da famiglie e genitori. 

"La scuola è pronta a ripartire con le lezioni in presenza, si legge nel documento, il particolare e inaspettato momento storico ha costretto ciascuno di noi a ripensare e reinventare il proprio modo di fare scuola attraverso il massiccio impiego della tecnologia, tra numerose difficoltà e qualche soddisfazione.
E’ stato doveroso mettere in campo tutte le risorse individuali e collettive disponibili, per essere vicini ai nostri studenti, alle loro famiglie, continuando a garantire un servizio ma soprattutto un diritto costituzionale.
 
Nonostante lo sforzo messo in campo da ciascuno, la didattica a distanza, seppur necessaria in fase emergenziale, ha evidenziato i suoi limiti, non solo in termini di disuguaglianze create dalla disparità di mezzi e capacità, ma soprattutto relativi alla mancanza della componente umana, che è ciò su cui si fonda il patto educativo tra docente e discente; la Dad non è garanzia di apprendimento e lascia soli i ragazzi all’interno delle loro case e dei loro pensieri, creando barriere di isolamento personale che la tecnologia non può abbattere. Non è possibile elevare al rango di istituzione scolastica ciò che dovrebbe essere solo uno strumento a supporto della didattica.
 
Si profilano già possibili scenari per garantire la ripresa delle lezioni in presenza, per ogni ordine e grado di scuola. Sono state avanzate proposte da tecnici competenti in materia, quali epidemiologi e ingegneri dell'emergenza. Riteniamo quindi doveroso e opportuno sottolineare come la Dad sia stata uno strumento valido (anche se non sempre efficace) a cui affidarsi, che va però considerato uno strumento da utilizzare solo in caso di emergenza, a breve termine e che non può diventare una soluzione a lungo termine.
 
Auspichiamo, quindi, che siano impegnate tutte le risorse, umane ed economiche, necessarie a far ripartire stabilmente le lezioni in presenza, così che la scuola, insieme alle altre attività produttive, ritorni ad occupare il ruolo centrale che le spetta, quello di contribuire alla formazione di individui e cittadini consapevoli, che possano cooperare, solidalmente, nella costruzione della futura società della quale saranno i protagonisti.
 
Dal punto di vista didattico, questa è, inoltre, un’ottima occasione per ripartire dalla libertà di insegnamento e dall’autonomia scolastica, per costruire concretamente la nuova scuola, quella che ogni docente sogna costantemente.
 
Dovremmo ripartire adottando le migliori soluzioni concrete per rientrare in presenza e per dedicarci finalmente, ma con spirito rinnovato, alla letteratura, all’arte, alla scienza, alla filosofia, alla matematica, insomma a tutto ciò che rende un essere vivente un essere umano. Abbiamo il dovere di riaprire le scuole e di difenderle con coraggio dal distanziamento dei bambini e dei ragazzi e dall’abuso delle tecnologie a discapito delle relazioni umane".
"La didattica in presenza è la sola che possa garantire le relazioni interpersonali necessarie alla crescita umana e cognitiva degli studenti. Digitalizzare gli istituti scolastici con banda ultralarga non rappresenta una seria proposta formativa per il nostro paese. Servono investimenti straordinari e coraggiosi per aumentare su tutto il territorio nazionale gli spazi da destinare all’istruzione e il numero dei professionisti dell’educazione".

 

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