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Mantova Cronaca Cred estivi, tra disposizioni nazionali e regionali, Comune e famiglie ancora nell’incertezza sulla data

Cred estivi, tra disposizioni nazionali e regionali, Comune e famiglie ancora nell’incertezza sulla data

Lascia un commento | Tempo di lettura 212 secondi Mantova - 01 Jun 2020 - 12:03

Regione Lombardia venerdì 29 maggio, dopo le 22, ha diffuso una nuova ordinanza, che disciplina dal 1° giugno una serie di attività. Nell’ordinanza c’è anche un capitolo specifico dedicato ai Cred estivi. “Si tratta – ha aggiunto - di un servizio importante per le famiglie e l’improvvisazione non è una strategia corretta. “Faccio notare – ha aggiunto Caprini che solo il giorno prima in un incontro tecnico con Ats Valpadana, emanazione della stessa Regione Lombardia, i referenti del Piano di Zona si sono sentiti dire che probabilmente la Regione non avrebbe dato alcuna indicazione e che quindi avremmo dovuto coordinare in autonomia gli indirizzi territoriali”.

Questa mattina (sabato 30 maggio per chi legge) l’assemblea dei sindaci del Piano di Zona si è tempestivamente convocata e ha subito affrontato il tema nel tentativo di sbrogliare insieme questa matassa. Tuttavia permangono molte perplessità e dubbi, che si spera verranno sciolti nella prossima cabina di regia che ATS ha in agenda per giovedì prossimo 4 giugno. Intanto passerà un’altra settimana, e fino ad allora non i Comuni non avranno indicazioni definite su come sarà possibile organizzare i Cred.

“I gestori – incalza Caprini - per presentare i progetti dovranno attendere questi protocolli operativi e chi li ha già inoltrati ai Comuni dovrà rifare tutto”.

Anche perché, nell’ordinanza regionale sono stati predisposti dei moduli che di fatto mettono in capo al gestore la responsabilità di organizzare il centro estivo.

I gestori dovranno autodichiarare, con dichiarazione sostitutiva, che il progetto di attività estive è conforme a tutte le prescrizioni e che gli operatori non sono Covid positivi. Un passaggio questo che che mette in mano ai gestori, Comuni o enti del terzo settore, la responsabilità sanitaria delegando a loro la responsabilità di controlli che vanno assolutamente fatti ma dalla Regione, mentre i test e gli eventuali tamponi a tutti gli operatori, educatori, volontari, che gestiranno i Cred,

devono essere compiuti dal sistema sanitario regionale.

Altra cosa che specifica l’ordinanza è che l’ambito di applicazione ricade su “tutte le opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini e adolescenti 3-17 anni”, quindi nessuna distinzione tra centri estivi organizzati dai comuni, da cooperative o associazioni di volontari, nessuna distinzione con i Grest delle parrocchie. Tutti dovranno rispettare i medesimi requisiti.

Ma se non verranno classificate come unità di offerta sociale, che permetterebbe di andare in deroga rispetto ai requisiti standard regionali, va mantenuta assolutamente una vigilanza e sorveglianza sanitaria da parte di ATS, a maggior ragione considerando che siamo in un periodo di emergenza sanitaria.

“La Regione non può esimersi da questa sua specifica competenza - spiega l'assessore al Welfare -. I controlli e le verifiche sul rispetto dei requisiti una volta che le attività saranno avviate, durante l’estate, dovrà farle l’autorità sanitaria regionale e cioè sarà in capo ad ATS come è giusto e normale che sia e come ATS ha sempre fatto”.

Una specifica contenuta nell’ordinanza regionale è poi decisamente tranciante rispetto ad alcune ipotesi di lavoro che si stavano facendo. In aggiunta rispetto ai requisiti delle linee guida nazionali, Regione specifica che nel rapporto 1:5, 1:7,1:10 tra operatore e bambini, non contano i volontari. Cioè ogni piccolo gruppo di bambini dovrà avere il suo operatore di riferimento e questi non potrà essere un volontario, ma evidentemente dovrà essere assunto tra il personale dell’ente gestore del Cred con conseguente aggravio di costi e rientrare nella autocertificazione di cui sopra per lo stato di salute e relative responsabilità.

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