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Il Rapporto sullo stato delle foreste in Lombardia

Lascia un commento | Tempo di lettura 1,029 secondi Mantova - 13 Feb 2020 - 10:27


ERSAF ha presentato il XII Rapporto sullo stato delle Foreste in Lombardia – riferito al 2018. Il Rapporto 2018 e le precedenti edizioni sono scaricabili a: https://www.ersaf.lombardia.it/it/servizi-alterritorio/foreste/rapporto-stato-delle-foreste. Nel Rapporto emerge il continuo e progressivo ampliamento delle superfici forestali, il regolare utilizzo della legna dai boschi con destinazione al settore della legna da ardere e l’incremento delle professionalità che lavorano nel bosco e progressiva riduzione delle superfici trasformate che erano prima boscate. Nel 2018 la superficie certificata lombarda è di 40.851 ettari, distinta in 38.956 ettari di bosco, 1.789 ettari di pioppeti e 106 ettari di aree naturalistiche. ALCUNI DATI REGIONALI La superficie forestale in Lombardia è di 619.893 ettari: ricopre il 26% del territorio regionale e il 2% di quello nazionale. Le foreste sono maggiormente diffuse nella provincia di Brescia (28%), seguono le province di Sondrio (20%) e Bergamo (18%). Il maggiore tasso di boscosità si ha nelle province di Como e Lecco pari al 47%, seguite da Varese con un tasso del 44%. Gli oltre 600 mila ettari del patrimonio forestale sono distribuiti per la maggior parte in montagna (81%). In collina si trova il 12% e in pianura il 7%. Anche in Italia sono adottati i principali sistemi di certificazione forestale riconosciuti a livello internazionale: FSC® e PEFC™. Entrambi consentono di certificare, tramite standard tra loro differenti, una corretta gestione ambientale, sociale ed economica delle foreste. Nel 2018 la superficie certificata lombarda è di 40.851 ettari, distinta in 38.956 ettari di bosco, 1.789 ettari di pioppeti e 106 ettari di aree naturalistiche. Per quanto riguarda i boschi, 22.291 ettari (57,2%) sono certificati PEFC e fanno parte dei terreni conferiti in gestione a 5 Consorzi forestali, 16.594 ettari (pari al 42,6% delle foreste certificate) hanno la doppia certificazione FSC e PEFC e sono rappresentati dal patrimonio forestale regionale con le sue 20 Foreste di Lombardia ed infine 70,5 ha (0,2%) sono certificati FSC nel Parco Oglio Sud. La Lombardia ospita il 4,9% della superficie nazionale certificata e il 6,3% dei boschi lombardi sono certificati. Nel 2018 si sono registrati 89 incendi boschivi che hanno percorso complessivamente la superficie di 1.212 ettari, di cui 891 boscati (73,5%). Il numero degli incendi è decisamente al di sotto della media regionale dell’ultimo decennio (pari a 159 incendi/anno) e al quarto posto dal 1975 tra le annualità con il minor numero di eventi verificatisi. La superficie media degli incendi nel 2018 è di 13,6 ha/incendio, valore al di sopra della media regionale dell’ultimo decennio (8,7 ha/incendio) e tra le più alte registrate dal 1975 ad oggi. Il valore è decisamente al di sopra della media nazionale scesa dai 20,6 ha/incendio nel 2017 a 6,1 ha/incendio nel 2018. Solo un evento rientra nella classe maggiore di 100 ha: si tratta dell’incendio verificatosi nel comune di Sorico (CO) che ha interessato 909 ha (di cui 673,5 ha boscati). Il 2018 in Lombardia sarà ricordato per le elevate temperature di buona parte del suo svolgimento. Anche a livello italiano il 2018 si è contraddistinto per il caldo, con i nuovi record della temperatura media annuale e della media annuale della temperatura minima giornaliera, e gli eventi meteorologici estremi, numerosi ed in alcuni casi eccezionali, che hanno interessato diverse aree del territorio nazionale. Tra di essi, sono di particolare rilievo i fenomeni associati al ciclone denominato “Vaia”, che ha investito gran parte del territorio nazionale tra il 27 e il 30 ottobre. ALCUNI DATI PROVINCIALI Le foreste sono maggiormente diffuse nella provincia di Brescia (28%), seguono le province di Sondrio (20%) e Bergamo (18%). Il maggiore tasso di boscosità si ha nelle province di Como e Lecco pari al 47%, seguite da Varese con un tasso del 44%. Gli oltre 600 mila ettari del patrimonio forestale sono distribuiti per la maggior parte in montagna (81%). In collina si trova il 12% e in pianura il 7%. A livello locale il volume di legname richiesto è aumentato in sei province (Brescia, Como, Cremona, Lodi, Monza Brianza, Pavia), e diminuito in altre cinque (Bergamo, Lecco, Mantova, Sondrio e Varese) e nella Città Metropolitana di Milano. Le variazioni più significative riguardano le diminuzioni che si sono avute per la provincia di Bergamo, pari a -15.688 mc (-13,5% rispetto al 2017), per la provincia di Sondrio (-8.027 mc, - 7,7% rispetto al 2017) e quella di Varese (-7.535 mc, -8% rispetto al 2017), e l’incremento per Pavia (+8.770 mc, +38,7%). La provincia dove è stato richiesto più legname è Brescia, con 122.053 mc (21,6% sul totale). Seguono Bergamo (17,8%), Sondrio (17,1%), Varese (15,3%) e Como (11,5%). Queste prime cinque province detengono insieme l’83% della massa totale regionale richiesta. Il legname da opera richiesto proviene principalmente dalle province di Sondrio, da dove arriva ben il 37,7% del volume totale richiesto in Lombardia per questo uso, Brescia (32,8%) e Bergamo (15,9%). La provincia con il maggior volume di legname tagliato per finalità energetica è Varese (19,8% del totale del legname destinato per questo utilizzo) seguita da Bergamo (18%), Brescia (17,3%), e Como (14,4%) La tempesta Vaia* I danni maggiori sono stati registrati prevalentemente nella provincia di Brescia – Val Camonica, e aseguire Sondrio e Bergamo. Danni più sporadici sono stati segnalati un po’ ovunque sulle montagne lombarde, soprattutto fra i 1.000 e i 1.600 m di quota. In 54 comuni della provincia di Brescia sono stati registrati danni a boschi per 1.800 ettari, mentre in 30 comuni della provincia di Sondrio gli ettari colpiti sono stati 1.771; danni inferiori in 25 comuni della provincia di Bergamo, dove i boschi danneggiati sono stati calcolati in 387 ettari. Il totale complessivo in queste sole tre province è di 4.222 ettari e di 353.500 metri cubi di alberi abbattuti. La prima ricognizione ha stimato danni per circa 50 milioni di euro, così suddivisi: circa 4.200 ettari di boschi danneggiati (con una stima orientativa di danni di circa 7.000 €/ha, ossia circa 30 milioni di €, e circa ottocentomila alberi caduti o danneggiati) danni alla viabilità agro-silvo-pastorale per circa 15 milioni di € danni alle malghe (alpeggi) per circa 4 milioni di €. Successivamente, sono pervenute altre segnalazioni, da parte delle Comunità Montane e di ERSAF relativa al per circa 740.000 €. Per i lavori di “somma urgenza”, necessari per prevenire ulteriori danni alla pubblica e privata incolumità, Regione Lombardia con d.g.r. n. 998 del 11/12/2018 ha stanziato 7 milioni di euro. Gli interventi previsti ammontano a n. 108 per la sistemazione di 1.397,69 ettari di boschi e 125,8 km di strade forestali, da realizzare sul territorio di 20 Comunità Montane, un Parco regionale, tre UTR e la Provincia di Sondrio. Considerato che questi eventi climatici estremi e i loro danni sono in aumento in tutto il mondo e che in futuro potrebbero nuovamente ripetersi anche se non è possibile prevedere dove, la tempesta Vaia è l’occasione per sviluppare una maggior consapevolezza da parte degli amministratori pubblici e dei cittadini in merito al valore del bosco, nonché per definire nuovi scenari gestionali orientati ad aumentare la resistenza delle foreste agli eventi estremi grazie alla gestione e alla pianificazione forestale, identificando le aree più a rischio per tempeste e incendi e investendo strategicamente le risorse nella prevenzione dei danni e nella la gestione efficace dell’emergenza e delle oscillazioni di mercato che ne conseguono. * ciclone denominato “Vaia”, che ha investito gran parte del territorio nazionale tra il 27 e il 30 ottobre 2018 Incendi boschivi Nel 2018 la provincia di Como oltre ad avere ospitato l’evento più significativo registrato (nel comune di Sorico), è anche quella maggiormente interessata dal fenomeno degli incendi boschivi sia in termini di numero di eventi (28 incendi), che di superficie percorsa con 1.054 ettari pari all’87% della superficie percorsa totale. La lotta attiva su tutto il territorio regionale per contrastare il fenomeno degli incendi boschivi può essere espressa in termini di personale, mezzi e attrezzature impegnati nelle attività di spegnimento. Nel 2018 la lotta agli incendi ha visto complessivamente la partecipazione di 1.964 operatori, di cui 100 appartenenti ai Reparti Carabinieri forestale. 

abinieri forestale. Per la Lombardia, così come nel resto dell’Italia, il fenomeno degli incendi è legato alla presenza antropica: il 53% degli inneschi ha avuto origine volontaria o involontaria (rispettivamente 26% e 27%), e significativa è anche la quota di cause dubbie o non classificabili, a dimostrazione della complessità delle attività di indagine per i reati di incendio boschivo. Trasformazione del bosco e interventi compensativi Nel 2018 gli Enti forestali hanno autorizzato 503 richieste di trasformazione del bosco per 80,17 ettari, 58,46 ettari in modo definitivo, e 21,7 ettari solo temporaneamente. Rispetto allo scorso anno sono state presentate un maggior numero di istanze mentre la superficie richiesta è in diminuzione (-24,3 ha) rimanendo al di sotto della media degli ultimi 11 anni, pari a 124 ettari. La maggior parte delle richieste di autorizzazione è stata inoltrata anche quest’anno da soggetti privati, che con 322 istanze (64% del totale) hanno chiesto la trasformazione del 62% della superficie complessivamente autorizzata, seguiti dai Comuni con il 27,2% delle istanze, relative ad una superficie pari al 31,5% del totale. La provincia con la superficie trasformata più elevata è Varese con 15 ettari richiesti (25,6% del totale), al secondo posto abbiamo la provincia di Sondrio con 11,5 ettari richiesti (19,7% del totale) e al terzo Brescia con 11,2 ettari (19,2% del totale). Le Province che hanno trasformato la maggior superficie a bosco dal 2007 sono Varese e Brescia che in questi ultimi dodici anni hanno raggiunto rispettivamente i 315 e i 297 ettari, corrispondenti ad una media annua di 26,2 e 24,8 ettari, e pari al 21,2% e 20% delle trasformazioni totali effettuate in Lombardia dal 2007 ad oggi. Importante anche la quota di richieste per la realizzazione di viabilità agro-silvo-pastrale (9,13 ha, 15,6% del totale) che hanno interessato principalmente la provincia di Sondrio. Con riferimento alla forma di governo del bosco le trasformazioni sono state richieste, come di consueto, principalmente in boschi cedui (70,1% del totale, 41 ha) Forestazione urbana Ogni residente lombardo delle aree urbane ha a disposizione 161 mq di boschi, a fronte della media regionale di 624 mq di boschi per abitante lombardo, o della media italiana di 1500 mq. La superficie forestale urbana in Regione Lombardia è di 130.431 ettari, che corrispondono al 21% del bosco totale regionale. Essa è stata calcolata sui 714 comuni lombardi riconosciuti come “urbani”, che rappresentano in termini di superficie totale il 31,7% del territorio regionale, e sono il 46,24% del numero dei comuni amministrativi selezionati. La maggior parte delle foreste urbane si trova nelle quattro province di Varese (30,92%), Brescia (19,5%), Bergamo(14,6%) e Como (14,42%), che da sole rappresentano il 79% del totale. I valori più bassi si riscontrano invece per Cremona (0,37%), Lodi (0,55%) e Mantova (0,62%). I Consorzi Forestali I Consorzi forestali sono delle associazioni volontarie (pubbliche o private) senza fini di lucro ed operano come braccio operativo dei comuni soci e dei privati che affidano loro la gestione diretta delle proprietà silvo pastorali, con le seguenti finalità: ▪ gestire direttamente il patrimonio agro-silvopastorale conferito; ▪ incrementare e valorizzare le risorse forestali e del territorio; ▪ prevenire il dissesto idrogeologico; ▪ garantire il presidio antropico del territorio soprattutto montano. 

Nel 2018 i Consorzi Forestali riconosciuti in Lombardia sono 24. La superficie complessiva che i CF hanno dichiarato nei loro fascicoli aziendali in SisCo al 31/12/2018 è pari a 97.866 ettari di terreni agrosilvopastorali, costituiti prevalentemente da boschi (88,5% sul totale), in costante aumento. Continua la diminuzione invece delle superfici utilizzate come prati e pascoli dovuta allo spostamento delle superfici delle malghe in capo ai CF dai loro fascicoli aziendali a quelli degli affittuari, determinata dalle modalità di accesso ai finanziamenti per il settore. I boschi gestiti dai CF sono principalmente misti (69,4%), e ben rappresentate sono anche le fustaie di conifere (16,1%). I tagli la cui esecuzione è in capo direttamente ai CF sono effettuati generalmente nelle zone montuose (95,7% della massa) e riguarda principalmente tagli di diradamento di piante sovrannumerarie. Il legname ottenuto sarà utilizzato per il 57,8% come legna da ardere o altri usi energetici e per il 33,6% come legname da opera ed usi industriali; il 91% è destinato ad uso commerciale, lo 0,4% all’autoconsumo, mentre l’8,6% è la quota dichiarata inutilizzabile. La provincia dove i CF eseguono la maggior parte dei tagli è Brescia con 14.369 mc di legname dichiarato (73% del totale), seguita da Pavia (15,8%). I tagli in capo ai CF hanno rappresentato quest’anno il 12,7% della massa totale regionale dichiarata al taglio nelle proprietà comunali, e il 26% di quella nelle proprietà di Enti pubblici diversi da Stato o Regione. LO SAPEVI CHE… 1. Nei castagneti da frutto la produzione è stata particolarmente generosa: il 2018 si ricorda come l’anno più produttivo dalla comparsa del Cinipide del castagno. In particolare infatti si è notata la drastica riduzione del numero di galle da Cinipide (Dryocosmus kuryphilus), segno evidente della bontà delle azioni di lotta biologica intraprese negli anni passati da Regione Lombardia ed ERSAF tramite l’introduzione dell’antagonista Torymus sinensis, anche se è utile ricordare che non si tratta di eradicazione dell’organismo nocivo, ma raggiungimento di un equilibrio dinamico: per quest’anno ha prevalso il torimide, non è tuttavia detto che nei prossimi anni ci sia un picco opposto con prevalenza di cinipide, e conseguente aumento di galle. 2. Il monitoraggio fitosanitario ha riguardato anche tre specie del genere Agrilus non ancora presenti sul territorio comunitario: A. planipennis, A. anxius e A. auroguttatus, classificate a livello europeo come organismi “Not Known To Occur”, ovvero non presenti perché ad oggi mai segnalati, ma per i quali si rende necessario uno specifico piano di monitoraggio il cui scopo è dimostrarne l’assenza in modo ufficiale. Il monitoraggio per questi insetti è stato condotto mediante l’utilizzo di trappole a caduta “multi-funnel” o multi-imbuto, attivate da attrattivi specifici. Tali trappole sono state esposte da giugno fino a metà novembre in 5 siti (una trappola per sito) tra i più significativi a livello regionale situati nelle province di Milano, Monza Brianza, Sondrio e Varese controllate periodicamente dagli incaricati del servizio fitosanitario per individuare la presenza di insetti adulti. Congiuntamente al controllo delle trappole, sono state eseguite ispezioni visive sulle piante ospiti per ricercare sintomi quali disseccamenti delle chiome, fori a forma di “D” sul tronco, rigonfiamenti della corteccia e gallerie sottocorticali serpentiformi, riconducibili all’attività trofica delle larve. Sia il trappolaggio che le ispezioni visive hanno dato esito negativo sulla presenza dell’organismo nocivo ricercato. 3. L’orso e il lupo rappresentano una componente preziosa degli ecosistemi in cui sono presenti, oltre ad essere parte importante della nostra storia e cultura: proprio per questo motivo, entrambi godono di una elevata tutela a livello europeo e nazionale. Si tratta di animali che nella storia dell’uomo europeo da sempre ispirano la fantasia, l’arte, la letteratura e la cui presenza può dunque oggi, con la giusta cautela, essere sfruttata anche a fini di promozione turistica del territorio. Regione Lombardia - DG Ambiente e Clima, tramite la Struttura Natura e Biodiversità e con il supporto di ERSAF da diversi anni partecipa attivamente ad attività e progetti per la tutela e conservazione di lupo e orso, in particolare attraverso progetti sostenuti dalla Comunità Europea quali LIFE ARCTOS, LIFE12 NAT/IT/000807 LIFE WOLFALPS, LIFE14 IPE IT 018GESTIRE2020, e collabora alle azioni di coordinamento interregionale per la gestione e il monitoraggio dei grandi carnivori e per l’attuazione del Piano di azione per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali (PACOBACE). 4. Il Centro Vivaistico Forestale Regionale di Curno (BG) è il vivaio della Regione Lombardia che si occupa della produzione di piante forestali autoctone di provenienza locale. L'attività riguarda nello specifico la raccolta e la conservazione del seme, di circa 75 specie arboree e arbustive, la coltivazione delle piante e la loro distribuzione. Il seme è raccolto in Lombardia (più del 90%) o nelle regioni limitrofe. Obiettivo dell’attività vivaistica del vivaio è la tutela della biodiversità, che viene attuata attraverso l’impiego di sole specie autoctone di provenienze locali e la raccolta diretta del seme. Il vivaio attua e mantiene un Sistema di Gestione della Qualità secondo la norma ISO 9001:2015. Nel 2018 la produzione è stata di circa 396.000 piante, suddivise tra 287.000 semenzali S1-S2, 12.700 talee, 1.200 piante erbacee e 95.100 trapianti S1T1-T2. Sono stati raccolti 1.179,6 kg30 di seme di 55 specie forestali di 94 provenienze. Sono state seminate 54 specie per un totale di 303.400 alveoli. Una parte del seme è stato sottoposto a trattamenti estivi e invernali di presemina per un totale di kg 102,2. Sono state trapiantate piante di 63 specie per un totale di 62.000 vasi. Nel corso del 2018 sono state distribuite 88.700 piante (11.650 a titolo gratuito) per un totale di 893 ordini. Nel corso degli ultimi 10 anni sono state assegnate 1.205.400 piante circa, per un valore totale di quasi 1.802.000 €. 5. La superficie totale a pioppeto in Lombardia per l’anno 2018 è pari a 29.552 ettari, a cui corrispondono 3,07 milioni di metri cubi di legname. Il pioppo da pioppeto rappresenta il 72% della superficie (e della massa) ed è costituito dalle piantagioni specializzate dalle quali si traggono i migliori assortimenti di legname destinati alla produzione del pannello compensato. La restante quota della superficie (28%) è data dai pioppi di ripa, che rispetto a quelli da pioppeto si presentano qualitativamente più scarsi ed ottengono dunque una minore quotazione di mercato. 6. Compensazioni: la normativa nazionale e regionale stabilisce che chi viene autorizzato a "trasformare" un bosco per cambiare la destinazione d’uso del suolo (da bosco a terreno urbanizzato, agricolo o altro), deve realizzare interventi compensativi, consistenti in: - creazione di nuovi boschi su superfici almeno doppie rispetto ai boschi distrutti (nelle zone con insufficiente coefficiente di boscosità); - attività selvicolturali, ossia miglioramento di boschi esistenti, opere di sistemazioni idraulico-forestale e altro ancora, nelle zone con elevato coefficiente di boscosità. 

https://www.ersaf.lombardia.it/it/servizi-alle-filiere/foreste-legno/rapporto-stato-delle-foreste

 

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