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Mantova Cronaca E' Capossela l'artista che ha disegnato la Balena per Segni 2020

E' Capossela l'artista che ha disegnato la Balena per Segni 2020

Lascia un commento | Tempo di lettura 230 secondi Mantova - 21 Jul 2020 - 09:14

 

In quindici edizioni di SEGNI New Generations Festival artisti diversi, affermati e riconosciuti, appartenenti al mondo della letteratura e della musica, dell’arte e della danza, hanno caratterizzato il visual dell’evento realizzando il disegno dell’animale simbolo dell’anno.

Da Dario Fo ad Alessandro Bergonzoni, passando per Altan ed Alessandro Sanna, fino a Virgilio Sieni e a Giulio Romano, grande artista del passato che nel 2019 SEGNI ha messo in dialogo con la contemporaneità usando un’immagine tratta da un suo affresco. Ognuno di loro, con il tratto distintivo del proprio segno grafico ha evocato storie e contenuti con i quali si sono confrontate le nuove generazioni anche e soprattutto attraverso il processo artistico che le vede, ogni anno, rielaborare il segno dell’artista nel contest legato all’animale simbolo del Festival SEGNI.

 

Nel 2020, per l’anno della Balena, è Vinicio Capossela a cimentarsi con l’immagine di questo grande cetaceo che ricorre nella sua produzione musicale e non solo, di cui subisce il fascino e la maestosità. Una maestosità che può spaventare, ma veicola l’idea di un passaggio necessario per superare le paure soprattutto nel complesso momento post pandemico che stiamo vivendo.

La Balena realizzata dall’artista insieme a Claudia Losi per SEGNI è fortemente materica, scontornata nella carta bianca e adagiata su un mare azzurro a fisarmonica. Nella pancia del “gigante gentile dei mari” Vinicio ha disegnato se stesso con un tavolo, un pianoforte e una candela: sta creando. Il ventre della balena diventa così anche spazio per la creazione artistica, dove isolarsi per lasciarsi ispirare, dove fermarsi a pensare. La pancia della balena è una casa, uno studiolo, un rifugio. Un posto dove aspettare che passi la tempesta. Tante le suggestioni che evoca l’immagine, legate al mondo della musica e della fiaba, del sogno e del mito. Il piccolo omino seduto al tavolo intento a scrivere non può non richiamare il Geppetto del noto Pinocchio.

L’animale simbolo di SEGNI 2020 compare anche nel titolo di famoso album di Capossela, “Marinai, profeti e balene” (2011), in bilico tra musica e letteratura, con echi dal Moby Dick di Melville, che è un immergersi e riemergere dalle profondità marine.

Con animali e simbologie ha da sempre una certa dimestichezza – da “Ballate per uomini e bestie” al “Bestiario d’amore” (2020) - indagandone le affinità con l’essere umano.

Se i più piccoli spettatori del Festival associano Capossela al brano “Il paradiso dei calzini”, quasi una ninna nanna, ai teen invece, il cantautore, attraverso gli ultimi album, fa riscoprire il rapporto con le origini, il mito e la letteratura.

 

Tedesco di nascita, irpino d'origine ed emiliano d'adozione, Capossela si presta a rappresentare la ricchezza culturale che c’è dietro ad ogni migrazione, viaggio e girovagare.

Quella ricchezza che SEGNI invita a scoprire attraverso gli scambi e l’incontro con artisti che, ogni anno porta a Mantova da tutto il mondo, nutrendo attraverso la contaminazione di arti e i linguaggi, i suoi giovani spettatori.

Nella sua vita e carriera, Vinicio, ha assorbito suoni e culture, inseguendo storie e personaggi di ogni epoca per coglierne l’essenza e restituirla attraverso la musica nella quale convivono e si trasfigurano languori latinoamericani e ritmi Balcani, le polke e i rebetici, i blues aspri e le fumose atmosfere jazz, le atmosfere delle feste paesane.

 

Cantautore, poeta, scrittore e fantasmagorico entertainer, Capossela è un artista a 360 gradi, che non considera ma, anzi, travalica le barriere esistente tra le diverse arti. È solito far confluire nella suo percorso artistico teatro, radio, scrittura, cinema.

La sua attività concertistica, tanto in Italia che all’estero, è sempre più tesa alla rappresentazione dell’opera in forma di spettacolo: sembra essersi definitivamente votato a un music-hall universale, dove la canzone si fa teatro e viceversa.

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