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Raffaello a Mantova, la mostra di Palazzo Ducale

Lascia un commento | Tempo di lettura 336 secondi Mantova - 24 Sep 2020 - 08:30

Il programma delle celebrazioni per il V centenario della scomparsa di Raffaello Sanzio vede protagonista anche la città di Mantova, dove esiste una preziosa testimonianza del genio urbinate. Il ciclo degli arazzi con le Storie dei Santi Pietro e Paolo conservato a Palazzo Ducale fu infatti realizzato nelle Fiandre a partire dai cartoni preparatori realizzati dalla bottega di Raffaello: questi enormi fogli dipinti commissionati da papa Leone X, in parte conservati al Victoria & Albert Museum di Londra, servirono a realizzare il celebre ciclo destinato a ornare le pareti della Cappella Sistina in Vaticano. L’edizione mantovana, che segue cronologicamente l’editio princeps romana, è dunque un’opera di straordinario pregio, certamente tra i pezzi più costosi e prestigiosi della portentosa collezione d’arte dei Gonzaga.

 

L’esposizione “Raffaello trama e ordito. Gli arazzi di Palazzo Ducale a Mantova” – organizzata dal Complesso Museale di Palazzo Ducale dal 24 ottobre 2020 fino al 7 febbraio 2021 – sarà un momento fondamentale per promuovere l’interesse internazionale per questi grandi manufatti. Sarà allestita negli spazi di Corte Vecchia dove sono esposti i preziosi tessuti, nel neoclassico Appartamento degli Arazzi.

 

“Siamo orgogliosi di far parte del programma di celebrazioni raffaellesche – afferma la Direttrice di Palazzo Ducale Emanuela Daffra – con un’iniziativa speciale legata a un nucleo straordinario e forse non adeguatamente conosciuto dal pubblico della collezione permanente. La mostra “Raffaello trama e ordito” punterà i riflettori su questi straordinari manufatti con una occasione, prima di tutto di cura e poi espositiva, i cui effetti andranno a riverberarsi – con il restauro “aperto” e un nuovo impianto illuminotecnico – sul percorso museale permanente. E mi auguro che tra i risultati non effimeri si possa contare la consapevolezza diffusa circa il valore di questo tipo di opere, spesso sottovalutate in rapporto alla pittura, ma che nel caso specifico ebbero un ruolo fondamentale nella diffusione delle invenzioni figurative di Raffaello.”

 

La mostra presenterà una serie di documenti legati alla storia del ciclo, dall’acquisto da parte di Ercole Gonzaga fino alle più recenti vicende novecentesche. Tra questi due estremi si collocano la destinazione prima al Duomo cittadino, quindi alla Basilica Palatina di Santa Barbara, l’allestimento tardo-settecentesco, con la ristrutturazione dell’Appartamento Verde a opera dell’architetto neoclassico Paolo Pozzo e infine gli accadimenti tra Otto e Novecento, quando gli arazzi furono trasferiti in Austria e poi riportati in Italia grazie alle attività diplomatiche seguite alla Prima Guerra Mondiale. Nella cosiddetta cappellina sarà messo in evidenza il rapporto tra Raffaello e i Gonzaga: i signori di Mantova, da attenti appassionati d’arte, corteggiarono a lungo l’artista cercando con insistenza di ottenere una sua opera autografa. Il rapporto con l’antico è il fulcro della preziosa lettera – scritta da Baldessar Castiglione e indirizzata da Raffaello a papa Leone X – che sarà esposta in mostra e che è conservata all’Archivio di Stato di Mantova. Questo eccezionale documento permette di riflettere su molteplici tematiche che vanno dall’Antichità, alla genesi del concetto moderno di tutela del patrimonio fino alla pratica del disegno, con l’espressione di un preciso metodo di rappresentazione dell’architettura. La lettera, inoltre, è espressione dell’amicizia e della consonanza intellettuale tra due grandi protagonisti dell’epoca, Raffaello e Baldassarre Castiglione.

 

Da luglio 2020 sugli arazzi di Palazzo Ducale è stato avviato un intervento conservativo che permetterà non solo di recuperare una migliore leggibilità delle opere e di apprezzarne appieno l’altissima qualità ma costituirà un elemento centrale per la mostra. In via del tutto eccezionale infatti, durante il periodo di apertura sarà data al pubblico la possibilità di assistere dal vivo ai lavori attraverso il “cantiere di restauro aperto” allestito nella Sala dello Specchio. Sarà come ‘toccare con mano’ la complessità di questi manufatti e delle attenzioni conservative che richiedono. Per approfondire questi aspetti legati ai processi di realizzazione sono previste attività didattiche e laboratoriali dedicate alle famiglie e alle scuole.

I lavori di restauro, affidati alla ditta di Tiziana Benzi di Piacenza, sono realizzati con contributi del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte Raffaello Sanzio (MiBACT) e con un prezioso supporto di Fondazione BAM.

 

“Il rapporto che lega la Fondazione Banca Agricola Mantovana – dichiara il Direttore Fiorenza Bacciocchini – con il patrimonio architettonico e artistico che compone la Reggia di Palazzo Ducale è un legame stretto che si rinnova nel tempo attraverso il supporto concreto a interventi di restauro ed eventi espositivi. Oggi, nell’anno del cinquecentenario della morte di Raffaello, Fondazione BAM è particolarmente lieta di essere parte attiva nel delicato intervento di manutenzione del raffinato ciclo di arazzi: opera unica che coinvolgerà lo spettatore nella sua narrazione e che, grazie a questo intervento conservativo, sarà portata agli antichi splendori”.

 

Un’occasione ulteriore di approfondimento sarà offerta da un ciclo di conferenze che vedrà presenti a Mantova alcuni dei principali studiosi di Raffaello per presentare aspetti inediti della sua prolifica attività.

 

Tra gli esiti permanenti di “Raffaello trama e ordito” dobbiamo contare anche un nuovo apparato di illuminazione per l’Appartamento degli arazzi: grazie alle tecnologie più recenti sarà possibile leggere al meglio le opere e apprezzarne la qualità, garantendone contestualmente una protezione migliore dai danni causati dalla luce. Questo apparato accoglierà anche le informazioni che guideranno i visitatori nella scoperta dei capolavori raffaelleschi.

 

 

 

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