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Gabebo della Questura in Piazza Mantegna per la Giornata internazionale contro la violenza alle donne

Lascia un commento | Tempo di lettura 400 secondi Mantova - 24 Nov 2021 - 10:22
Domattina, dalle ore 9 alle ore 12,30, in Piazza Mantegna, nel Centro storico cittadino, la Polizia di Stato predisporrà un gazebo in collaborazione con la Croce Rossa Italiana e la Protezione Civile per incontrare la cittadinanza e sensibilizzarla sul problema della Violenza contro le Donne. Nell'occasione verranno distribuiti opuscoli informativi e fornire informazioni 
 
Alle ore 11, nei pressi del gazebo, il Questore della Provincia di Mantova Paolo SARTORI incontrerà i rappresentanti della stampa per illustrare l'iniziativa e fornire dati riguardanti la dimensione di questo fenomeno nella nostra Provincia.   
 
 

Alla vigilia della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, alla presenza del Ministro dell’Interno e del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, verrà presentata a Catania la 5ª edizione della brochure “Questo non è amore”, nell’ambito della campagna nazionale permanente finalizzata a prevenire la violenza di genere.

Con la brochure “QUESTO NON E’ AMORE”, elaborata dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e che verrà distribuita domattina in Piazza Mantegna a tutti coloro che vorranno visitare il gazebo allestito dalla Questura di Mantova, dalla Croce Rossa Italiana e dalla Protezione Civile della nostra Provincia, si vuole offrire alla cittadinanza un servizio di informazione, sensibilizzazione ed aiuto sui temi del contrasto alla violenza di genere, finalizzato alla emersione del “sommerso” e con l’obiettivo di aiutare le donne a difendersi da violenze fisiche, psicologiche, verbali ed economiche.

 

Con questo progetto la Polizia di Stato rinnova il proprio impegno a
sensibilizzare, in modo semplice e lineare, le vittime di violenza, nella convinzione che la lettura delle storie raccontate nella brochure, purtroppo tutte vere, rappresenti uno stimolo a chiedere aiuto e a denunciare.

Sono 89 al giorno, infatti, le donne vittime di reati di genere che si
contano in Italia, secondo le segnalazioni raccolte dalle Divisioni
Anticrimine delle Questure; nel 62% di casi si tratta di maltrattamenti in
famiglia.

Il tasso più alto di donne che si rivolgono alle Forze dell’Ordine per le
richieste di ammonimento si registra nelle Regioni del sud, in particolare
in Sicilia; e proprio da questa Regione, da Catania, città scossa nel
recente passato da alcuni gravi episodi di femminicidio, che è necessario
dire basta!

Grazie alle iniziative già realizzate dalla Polizia di Stato sul campo della
prevenzione, è stato possibile registrare una leggera diminuzione
dell’andamento degli omicidi di donne rispetto agli omicidi in genere: se
nel periodo gennaio-agosto 2020 le donne vittime di femminicidio erano il
48% di tutte quelle uccise, nell’analogo periodo del 2021 l’indice scende al
41%.

Nel 72% dei casi l’autore è il marito o l’ex marito; in 1 caso su 2 ha usato
un’arma da taglio; il 70% delle vittime erano italiane.

Sale il dato delle donne che lasciano figli piccoli: nel gennaio-agosto 2020
era del 25%, mentre nell’analogo periodo del 2021 del 31% è del 40% se si
considerano gli omicidi commessi fino alla data della pubblicazione della
brochure.

Sul fronte della prevenzione continua ad essere l’Ammonimento del Questore
il provvedimento più efficace: secondo il Direttore Centrale Anticrimine,
Prefetto Francesco Messina, “La sfida contro il femminicidio si gioca
esclusivamente nel campo della prevenzione”, ed infatti l'intervento
repressivo, ovvero l’arresto di chi arriva a compiere un atto del genere,
assume un valore del tutto relativo poiché avviene laddove gli strumenti
preventivi non abbiano avuto efficacia.

Mentre, come si è detto, il numero più alto di ammonimenti per atti persecutori si registra al Sud, quello degli ammonimenti per violenza domestica, invece, appare preponderante nelle Regioni del Nord Italia.

Aumenta di poco il numero delle recidive nei casi di violenza domestica: i
soggetti denunciati successivamente all’irrogazione dell’Ammonimento passano
dal 7% al 9%; diminuiscono sensibilmente invece le recidive per atti
persecutori: dall’11% al 6%.

Nel 49% dei casi i soggetti ammoniti, sia per stalking che per violenza
domestica, vivono o hanno vissuto con la vittima.

Un importante ed efficace percorso di recupero predisposto per gli uomini maltrattanti, per coloro che agiscono violenza senza ancora sfociare in un reato più grave che richiede un intervento di polizia giudiziaria, è rappresentato dal
“PROTOCOLLO ZEUS”, che vede quella di Mantova una delle prime Questure in Italia ad averlo sottoscritto: esso indica un percorso utile per uscire dal
ciclo della violenza, una strada efficace per gestire la rabbia sfociata in violenza.

La Polizia di Stato rappresenta, in questo senso, uno snodo fondamentale di
una rete composta da Istituzioni, Enti locali, Centri antiviolenza ed Associazioni di volontariato che si impegnano ogni giorno per affermare un’autentica parità di genere, contro stereotipi e pregiudizi.

In un periodo storico caratterizzato da emergenze che hanno segnato la
storia di tutto il mondo, la Polizia di Stato ha adattato il suo approccio
operativo attualizzandolo con nuovi strumenti tecnologici, come l’app
YouPol, in grado di dare un supporto alle vittime ed ai testimoni di atti di
violenza domestica per chiedere aiuto. Questa app tuttavia non sostituisce – per i casi gravi – la chiamata al Numero di Emergenza Unico Europeo 112 e/o 113, soprattutto nei casi dipericolo imminente. 24 ore su 24 e per 365 giorni all’anno, questo numero è sempre attivo.

Spesso il primo passo è il più difficile: la paura di essere giudicate, la
vergogna di raccontare dettagli della propria vita privata, il timore di
rimanere sole. A volte però basta solo una spalla a cui appoggiarsi,
qualcuno con cui parlare, una rete di sostegno indispensabile per iniziare
un nuovo percorso di vita libero dalla violenza e dal dolore.

La campagna “QUESTO NON E’ AMORE” non si ferma al 25 novembre, poiché è fondamentale che l’azione di prevenzione e di informazione sia portata
avanti costantemente, tutto l’anno: la Direzione Centrale
Anticrimine della Polizia di Stato, infatti, coordina a livello nazionale il Progetto
“Camper”, nel cui contesto équipe multidisciplinari composte da Funzionari di
Polizia, medici, psicologi, rappresentanti di Centri antiviolenza e ad altre
Istituzioni ed Associazioni impegnate su questi temi distribuiscono la
brochure nelle piazze, mettendo a disposizione le proprie competenze per aiutare le donne a sentirsi meno sole ed a liberarsi di violenze e sopraffazioni, a volte nascoste e vissute in solitudine.

#essercisempre è un impegno costante perché, come affermato dal Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Lamberto Giannini, “il silenzio aiuta l’aguzzino, mai la vittima”.


 

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