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Mantova Cultura e arte Alla Madonna della Vittoria si parla di Virgilio Ripari, un pittore a Milano nel secondo Ottocento

Alla Madonna della Vittoria si parla di Virgilio Ripari, un pittore a Milano nel secondo Ottocento

Lascia un commento | Tempo di lettura 117 secondi Mantova - 31 Jan 2019 - 11:08

Sabato 2 febbraio alle ore 17,30 la sala della Madonna della Vittoria ospiterà Gianluca Bottarelli, Vincenzo Denti e Mario Lazzari, curatori della mostra “Virgilio Ripari, un pittore a Milano nel secondo ‘800”, allestita al Museo “G. Bellini” di Asola che, grazie al successo di pubblico, è stata prorogata, e quindi visitabile, sino a domenica 24 febbraio. La mostra ha permesso di riscoprire un artista e allo stesso tempo una corrente, quella scapigliata, che caratterizza il substrato culturale del capoluogo lombardo nell’Ottocento postunitario.

I giovani curatori parleranno del raffinato pittore, originario del mantovano, che si formò e trovò fortuna in ambito milanese. Virgilio Ripari, nato a Bozzolo, si trasferisce ad Asola dopo pochi anni e grazie alle sue doti nel disegno e a una borsa di studio del Comune viene mandato all’Accademia di Brera nel 1861. L’esposizione porta il visitatore in un viaggio nell’Ottocento lombardo con i maestri del Ripari all’Accademia: il classicismo di Francesco Hayez, Giuseppe Diotti, Luigi Quarenghi, Enrico Scuri, Giovanni Pallavera e Sebastiano De Albertis.

A seguire viene dato spazio ai precursori del movimento della Scapigliatura quali Giovanni Canovali detto il Piccio, Federico Faruffini e Filippo Carcano, con la loro ricerca di un linguaggio nuovo contro l’accademismo di quegli anni.

Un percorso che analizza i pittori a lui contemporanei: Tranquillo Cremona, Vespasiano Bignami, Mose’ Bianchi, Francesco Didioni, Eleuterio Pagliano, Leonardo Bazzaro, Gaetano Previati, Francesco FilippinI, Pompeo Mariani, Angelo Achini, Eugenio Gignous.

Un universo dinamico e sorprendente, artisticamente e intellettualmente molto raffinato e sperimentale; una generazione, delusa dagli esiti dell’Unità, che cercherà risposte ai propri dubbi esistenziali e alla propria vocazione ribelle in atteggiamenti ostentatamente bohémien e in un linguaggio artistico sperimentale e moderno, sul quale affonderà le radici molta della pittura dei decenni successivi.

Conferenza a cura dell’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, Ingresso libero.

 

 

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