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Mantova Economia Il 2019 è stato l'anno nero per le api

Il 2019 è stato l'anno nero per le api

Lascia un commento | Tempo di lettura 562 secondi Mantova - 08 Feb 2020 - 12:15

“Apicoltura, Rolfi: accordo con associazioni produttori: “Produzione giù del 75%. Anche durante le feste comprare miele italiano, non quello sintetico cinese” Era l’appello lanciato dall’assessore regionale all’agricoltura Fabio Rolfi durante le festività natalizie. Il 2019 è stato l’anno peggiore del decennio per il settore. Le produzioni in picchiata. In media è stato registrato un calo del 75%, ma alcune produzioni sono state addirittura azzerate. Tanto che la Regione Lombardia ha aperto un tavolo di confronto per tutelare il settore apistico e arrivando ad un accordo che punta a:

  • Favorire l’utilizzo delle aree demaniali gestite da Ersaf adatte allo sviluppo dell’attività produttiva apistica;

  • creare le condizioni affinché le aziende apistiche possano incrementare le aree di produzione e specializzazione qualitativa;

  • favorire l’utilizzo delle api come indicatore della qualità ambientale e quali impollinatori con la possibilità di inserirle nelle buone pratiche agricole previste nel futuro Psr.

 

 

  1. DATI SITUAZIONE LOMBARDIA (dati Osservatorio Nazionale Miele)

 

 

ACACIA – In Lombardia si registrano produzioni estremamente scarse o nulle: a Mantova 3-5 kg/alveare in pianura, 2-4 kg/alveare in collina.

 

TIGLIO – tiglio di pianura 3-12 kg/ alveare, tiglio di montagna 12-20 kg/alveare.

CASTAGNO – I raccolti si sono attestati in media sui 10-15 kg/alveare.

ERBA MEDICA – In Lombardia i raccolti di erba medica si sono attestati su valori compresi in un’ampia forbice tra i 3 e i 10 kg/alveare.

MELATA – Rese praticamente nulle salvo qualche sporadico raccolto stimabile in circa 3 kg/ alveare.

MILLEFIORI D’ALTA MONTAGNA DELLE ALPI – In Lombardia le rese si sono attestate sui 6-7 kg/alveare.

RODODENDRO – Si stimano raccolti di 15 kg/alveare.

TARASSACO – Nella provincia di Bergamo si segnala una resa media di 4-5 kg.

MILLEFIORI PRIMAVERILE – Nelle zone di pianura si parla di produzioni a macchia di leopardo di millefiori primaverile a prevalenza di tarassaco comunque inferiori ai 5 kg/alveare spesso lasciato alle api per non dover ricorrere alla nutrizione che è stata invece necessaria dove l’importazione di nettari primaverili non è stata sufficiente.

MILLEFIORI ESTIVO – sono stati registrati raccolti di millefiori estivo piuttosto disomogenei e compresi nell’ampia forbice di 3-15 kg/alveare.


 

STIMA ECONOMICA DEI DANNI

 

Il miele di acacia risulta essere la tipologia produttiva più esposta sul fronte dei danni economici. Infatti, le valutazioni che provengono dal mondo produttivo indicano una produzione totalmente azzerata per il 2019.

 

A fronte di un tale quadro, ipotizzando una valorizzazione a 8 euro/kg e una resa - per alveare esposto alla crisi - di 25 kg, si genererebbe una perdita di ricavo per alveare di circa 200 euro che, riferito all’intera produzione delle regioni considerate, risulta pari a 55,4 mln di euro. Data la forte specializzazione di tale produzione al Nord del paese, sono le regioni del settentrione ad essere maggiormente penalizzate, con il Piemonte la cui stima dei danni ammonta a circa 16,4 mln di euro, seguita dall’Emilia Romagna (11,4 mln di euro), la Lombardia (10,2 mln di euro) e la Toscana (10 mln di euro). Per Toscana e Friuli V.G. l’entità dei danni si attesta attorno, rispettivamente, 5 mln e 2 mln di euro.

 

Ad oggi gli apicoltori si trovano con una perdita del 30-40% all’anno per moria di api. Che se avviene nel periodo del raccolto equivale alla perdita del 30-40% del raccolto.

 

 

CAUSA DELLA PERDITA DI PRODUZIONE

 

I cambiamenti climatici - Il 2019 è stato caratterizzato fin dall’avvio della stagione produttiva da un susseguirsi di eventi meteorologici estremi accompagnati da episodi anche violenti (grandine, burrasche di vento, esondazioni) che hanno determinato perdite di produzione elevate, soprattutto per quanto riguarda i mieli primaverili.

 

I cambiamenti climatici rendono più difficile per le piante la produzione di nettare, per cui le api sono meno attirate e non si posano sui fiori, il nettare non le imbratta e non impollinano altre piante. Si interrompe per cui un ciclo di vitale importanza.

 

Al momento, senza apicoltori non ci sarebbe impollinazione


 

Diminuzione dei prezzi e difficoltà di collocare il prodotto sul mercato – Nell’ultimo decennio si è assistito ad un incremento esponenziale dell’esportazione di miele dai paesi asiatici e Ucraina e altri paesi dell’est Europa, verso Europa centrale e occidentale, a fronte di una crescita minima (quando non un calo) del numero di alveari in tali paesi esportatori. La Cina è il primo produttore di miele al mondo (29% della produzione mondiale) ed è il paese con i prezzi di vendita più bassi. Le triangolazioni, inoltre, consentono l’arrivo sul nostro mercato di tale tipologia di “miele” spacciato come miele comunitario, pur provenendo da paesi terzi. Tali triangolazioni avvengono in paesi (sia dell'Est Europa sia della UE) che sono essi stessi produttori di miele.


 

Facendo un passo indietro, nel 2016 erano state 468 le domande per risarcimento danni divise tra l’altro e il basso mantovano. Coinvolte nella richiesta danni 6456 arnie o alveari. La siccità estiva aveva messo in ginocchio con 140mila euro di danni.

Nel 2018 la situazione era migliorata anche se con problemi legati ai pesticidi, nel mese di agosto, per esempio nel nostro territorio c’è stata una moria di api a causa dei pesticidi usati in agricoltura nei campi vicini alle arnie.


 

ASSOCIAZIONE APICOLTORI MANTOVANI

Ad oggi l’Associazione mantovana apicoltori raggruppa più di 400 soci e sono in continuo aumento soprattutto mantovani, ma anche da qualche provincia vicina. C’è una costante richiesta di avvicinamento all’apicoltura soprattutto da parte di giovani under 30 e under 40, sia con già aziende agricole avviate, sia da parte di ragazzi e ragazze che partono da zero.

Tra le varietà di miele prodotte, al fianco di quelle classiche c’è una nuova entrata: il miele di amorfa, una pianta esotica arrivata in Europa nel ‘700 che ora si trova facilmente nel nostro territorio ed è molto gradita alle api.

 

L’IMPORTANZA DELLE API

 

L'ape, gestita dagli apicoltori da molti millenni, svolge un ruolo insostituibile per la conservazione della biodiversità e per la salvaguardia delle produzioni agricole, basti pensare all’impollinazione. Questo prezioso insetto è anche uno straordinario indicatore della qualità dell’ambiente, e quindi può darci la misura della nostra capacità di mantenerlo in uno stato ottimale. Inoltre, l’ape non deve essere considerata un animale domestico, ma componente fondamentale della fauna selvatica.

 

Parte da queste considerazioni la prima Carta per la tutela delle api, nata alla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Trento), con il contributo dalla comunità scientifica italiana e alla quale ha voluto aderire anche il Consorzio agrituristico mantovano. Per Paolo Fontana, responsabile del programma di apicoltura della Fondazione Edmund Mach. La scienza ci dimostra che la tutela della diversità genetica dell'ape mellifica non solo è fondamentale per conservare gli equilibri ecologici, ma è l'unico presupposto per riportare l'apicoltore a una condizione di produttività anche dal punto di vista economico”.

 

In Italia ci sono circa 1,2 milioni di alveari e 45.000 apicoltori censiti, di cui 20.000 a carattere professionale, con un giro d’affari di circa 165 milioni di euro per la commercializzazione e la vendita dei vari prodotti (miele, cera, propoli, polline, pappa reale e veleno d’api).

 

L'ape, come animale selvatico, è un patrimonio di tutti e come tale va tutelato, basti pensare che secondo le stime dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) delle 100 specie di colture che forniscono il 90% di prodotti alimentari in tutto il mondo, 71 sono impollinate dalle api.

 

AL MERCATO CONTADINO DI BORGOCHIESANUOVA

 

Sabato 8 febbraio dalle 10 alle 12 all’infopoint del mercato contadino sarà presente Francesca Ferri, apicultrice e rappresentante dell’associazione apicoltori mantovani con degustazioni di miele. L’evento, che si terrà durante la mattinata è dedicato alla tutela della api

Per l’occasione l’Associazione apicoltori mantovani distribuirà delle bustine con semi impregnati di nettare per attirare le api e gli altri insetti impollinatori. I cittadini potranno così abbellire il proprio giardino e nello stesso tempo dare una piccola mano alle api.

Durante la mattinata una rappresentante dell’associazione apicoltori mantovani farà degustare diversi tipi di miele.

 

L’esperta sarà inoltre disponibile a rispondere alle domande alle curiosità dei consumatori sui benefici del miele, su come riconoscerli, sulle loro caratteristiche e su come utilizzarli.

 

Scopo dell’iniziativa sensibilizzare l’opinione pubblica sul grave problema della scomparsa delle api.

 

Al mercato contadino e in dispensa contadina si potranno trovare 4 aziende con il miele:

 

Az. Agricola Dalla Ricca

Apicoltura Borgo Abate

Az. Agricola Malavasi

Az. Agricola Bertoletti

 

Tra gli eventi legati al mondo delle api l’Associazione apicoltori mantovani organizza insieme al Cinema del Carbone due eventi:

 

mercoledì 12 febbraio alle 20.30 proiezione film “Honeyland” a seguire Honey bar

 

domenica 16 febbraio alle 16.00 proiezione film ”Bee Movie” a seguire Honey Bar

 

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