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Mantova Economia Fondazione Salutevita, lavoratori in agitazione: applicato un nuovo contratto senza avviso

Fondazione Salutevita, lavoratori in agitazione: applicato un nuovo contratto senza avviso

Lascia un commento | Tempo di lettura 243 secondi Mantova - 02 Mar 2021 - 07:58

I dipendenti della "Fondazione Salutevita Servizi sociosanitari e assistenziali", che dal primo gennaio di quest'anno ha accorpato sotto la sua gestione le case di riposo di Sermide (Casa Solaris) e di Seravalle a Po (Casa Canossa), complessivamente un centinaio di operatori fra amministrativi e sociosanitari, hanno deciso, insieme alle organizzazioni sindacali di categoria del territorio, di proclamare da oggi lo stato di agitazione. La comunicazione è già stata inviata al Prefetto di Mantova e per conoscenza ai sindaci dei territori interessati e a tutti gli enti del caso. Una decisione che non è un fulmine a ciel sereno, ma che arriva dopo diversi tentativi di dialogo da parte dei lavoratori e delle parti sociali rimandati regolarmente al mittente dai vertici della neonata Fondazione che non ha messo in campo nessun tipo di impegno concreto per risolvere una serie di criticità e irregolarità a più riprese evidenziate dai dipendenti.

Alla Fondazione viene contestata l'applicazione di un nuovo regolamento avvenuta in modo unilaterale senza passare per la fase di contrattazione con i sindacati ai quali non è neppure stata comunicata l'adozione. "Il regolamento - spiegano Magda Tomasini (Fp Cgil Mantova), Rosanna Magnani (Fp CIsl Asse del Po) e Paola Biacca (Uil Fpl Mantova) - è stato approvato lo scorso 9 febbraio dal cda della Fondazione ed è entrato in vigore lo scorso 15 febbraio senza alcuna comunicazione alle Organizzazioni Sindacali e nemmeno alle Rsa dell'ente. Un atteggiamento che contrasta con quanto sottoscritto nel verbale di fusione per incorporazione ella Fondazione Salutevita Onlus, Solaris e Canossa e Salutevita Servizi Sociosanitari e assistenziali". Nel regolamento si precisa che vengono abrogati tutti i regolamenti fino ad oggi in uso. "Ad esempio - continuano le rappresentanti sindacali - nel nuovo regolamento viene previsto che il personale possa essere spostato a discrezione della fondazione. Questione normata nei regolamenti abrogati".

Altra criticità evidenziata dai Sindacati è relativa all'enorme numero di ferie, rol e banca ore attualmente in essere e non smaltite. "Stiamo parlando - precisano i Sindacati - di qualcosa come 2200 ore di ferie, 2300 ore di rol e 9200 di banca ore. Si pensi che, nonostante questo numero enorme di ore da smaltire, la Fondazione ha deciso in modo unilaterale, durante la fase più difficile della pandemia, di applicare l'ammortizzatore sociale Fis (Fondo Integrativo Salariale) in modo unilaterale senza aver smaltito il pregresso di ferie, rol e banca ore". Inoltre la fondazione non ha accettato la richiesta avanzata di anticipo ai lavoratori del fis alla regolare scadenza della busta paga, chiudendo la trattativa con un mancato accordo. Successivamente è stata inviata una diffida alla Fondazione e “abbiamo saputo dai lavoratori che hanno utilizzato oltre al fis una piccola parte di ferie/rol e banca ore probabilmente – dicono le sindacaliste - solo per quietare gli animi vista la nostra decisione di procedere con una denuncia agli enti preposti”.

Non meno grave è considerato da sindacati ed Rsa il mancato pagamento della Banca ore dei lavoratori con contratto Uneba, come previsto dal Ccnl in vigore.

In virtù di tutto ciò e della consapevolezza di aver cercato più volte di venire incontro ai vertici della Fondazione, Sindacati ed Rsa hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione che prevede la richiesta di tentativo di raffreddamento presso la Prefettura di Mantova.

In caso di mancata conciliazione – continuano le rappresentanti sindacali - allora andremo avanti nella protesta fino allo sciopero. È inaccettabile che sia questo il trattamento riservato a coloro che fino a qualche mese fa erano chiamati eroi".

Concludono i sindacati: “Lotteremo a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici per garantire quei pochi diritti acquisiti nel tempo. Chiediamo un appello ai sindaci dei territori coinvolti per intervenire nella tutela degli ospiti e degli operatori”.

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