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Vaccinazioni, genitori lanciano il Patto di Responsabilità pediatri/famiglie

Lascia un commento | Tempo di lettura 296 secondi Mantova - 01 Jul 2020 - 10:03

Un'alleanza fra genitori e pediatri per affrontare le vaccinazioni in tutta tranquillità e con la certezza di avere il sostegno del medico che, fin dalla nascita conosce nostro figlio ed è l'unico in grado di valutare il suo stato di salute, e il modo più corretto per intraprendere il percorso che porta alle vaccinazioni. E' questo in sintesi il contenuto del documento che alcuni genitori di diverse province (Mantova, Verona e Trento) hanno preparato e che porterà al lancio di una petizione per chiedere di modificare la normativa che solleva i pediatri dalla responsabilità delle conseguenze dovute ai danni da vaccino. L'iniziativa nasce in un'ottica di massima collaborazione e fiducia reciproca.

E' stato il Patto di Corresponsabilità - il documento che enuclea i principi e i comportamenti che scuola, famiglia e alunni condividono e si impegnano a rispettare - ad ispirarci, spiega Luca Groff portavoce delle famiglie proponenti. E' proprio da quel documento, in essere da anni negli istituti scolastici, che siamo partiti per tracciare le linee guida del Patto di Responsabilità fra le famiglie e i pediatri, che si impegnano a farsi tutori della salute dei nostri figli, spiega Groff (il quale, per chi fosse interessato, può essere contattato sulla sua pagina social per tutti gli approfondimenti del caso). 

Dal 2017 le vaccinazioni obbligatorie sono salite da 4 a 10, oggi il calendario vaccinale prevede la anti-poliomelitica; la anti-difterica; la anti-tetanica; la anti-epatite B; la anti-pertosse; la anti Haemophilusinfluenzae tipo B; la anti-morbillo; la anti-rosolia; la anti-parotite; la anti-varicella. In molti casi, i vaccini sono disponibili in forma combinata e vengono cioè somministrati al bambino, con un'unica iniezione, più antigeni contemporaneamente, contro diverse malattie. Un sistema che riduce il disagio della puntura e incrementa l'efficacia della risposta immunitaria stessa. Le più comuni formulazioni combinate sono: l'esavalente (difterite-tetano-pertosse-epatite B-poliomielite-Haemophilus influenzae di tipo B); la trivalente DTPa (difterite-tetano-pertosse); il quadrivalente DTpaIPV (difterite-tetano-pertosse-polio); il trivalente MPR (morbillo-parotite-rosolia); il quadrivalente MPRV (morbillo-parotite-rosolia-varicella); il meningococco quadrivalente (A-C-W-Y). Le vaccinazioni, ci ricorda un articolo pubblicato sulla rivista “Mio figlio” cominciano quando il piccolo ha tre mesi con la prima dose per difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae di tipo B (esavalente) e terminano a 18 anni con i richiami per difterite, tetano, pertosse, polio (DTP + polio). Poi ci sono le vaccinazioni raccomandate: HPV (due o tre dosi, sia per le femmine sia per i maschi, in funzione di età e vaccino); richiamo meningococco C, nella forma quadrivalente ACWY. Le dosi vaccinali quindi assunte nel corso degli anni sono in tutto 52 di cui 32 obbligatorie e 18 fortemente raccomandate.

Il problema per molti genitori, però, è che negli anni, le reazioni ai vaccini con danni alla salute sono in crescita e i casi di quelli che hanno visto i propri figli passare da sani a malati è sensibilmente aumentato. Del resto che i vaccini possano essere dannosi lo dice la Legge italiana, esattamente la Legge n. 210 del 25 febbraio 1992, intitolata "Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie". Nonostante le garanzie sui rigorosi sistemi di sicurezza sono sempre di più i genitori scettici. 

In previsione di una seconda possibile ondata Covid, intanto, la FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) ha caldeggiato, in vista della stagione autunnale, la vaccinazione antifluenzale anche per i minori. Il Coordinatore FIMP ha spiegato che si tratta di un trattamento di protezione e una pratica raccomandata anche dall'OMS.

Questa la dichiarazione del Presidente FIMP, Paolo Biasci:

"Dobbiamo sostenere la fiducia delle famiglie nell’efficacia dell’immunizzazione e nel nostro prezioso e fragile Servizio Sanitario Nazionale, di cui anche le Cure Primarie fanno parte. Per il Covid-19 il vaccino non c’è ancora. Ma per l’influenza stagionale e per numerose altre patologie, sì. Non dimentichiamolo e programmiamo ora per essere pronti domani”.

Nessun problema, hanno risposto i genitori che rilanciano invitando i pediatri a sottoscrivere il Patto di Responsabilità a garanzia dell'efficacia delle cure e a tutela della salute dei bambini per una reciproca scelta consapevole, persuasi del fatto che le vaccinazioni devono essere consigliate per puro spirito medico e per convinzione medica e non, magari, su sollecitazione di incentivi o bonus economici previsti da protocolli di intesa fra aziende sanitarie e medici pediatri. Se c'è di mezzo la salute dei bambini nessuno si tira indietro, dicono i genitori, e i medici pediatri sottoscrivendo il Patto di Responsabilità certificano la validità dei vaccini raccomandati. Senza comunque dimenticare che in capo alla famiglia rimane il diritto di scegliere la cura (per il proprio figlio) ricordando che nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario quando questo potrebbe generare un danno all’individuo. La libertà di scelta per la tutela della salute è un diritto democratico e costituzionale irrinunciabile.


Antonietta Gianola

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