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#mantovaneldettaglio sbuca in Vicolo Poggio

Lascia un commento | Tempo di lettura 227 secondi Mantova - 13 Apr 2019 - 11:01

#mantovaneldettaglio prosegue il suo itinerario nella città: ci troviamo in Vicolo Poggio da cui si arriva percorrendo via Sapone. Per la descrizione ci affidiamo alle ricerche di Cinzia Menghetti.

"La straordinaria fantasia popolare, scrive Cinzia, diede il nome a questa via per la presenza di un poggiolo in ferro che sporgeva da un edificio ... come se i balconi fossero una rarità! Ma il poggiolo in questione è una vera bomboniera: fa parte di un palazzo che fa uno strano angolo che permette al balcone una posizione davvero interessante. Ho cercato di decifrare lo stemma sopra il portone, anche perchè parrebbe essere la cervetta. Nel sito Lombardia Beni Culturali c'è scritto che la casa è stata edificata nel 1720, ma forse si riferisce ad un restauro, perchè ho scoperto che ora è la sede dell'Associazione Centro Studi di Psicoterapia Psicoanalitica e si tratta di un edificio del XV secolo: ho dato un'occhiata al loro sito e sono rimasta impressionata. Lascio siate voi a commentare la bellezza degli interni.
Riparto. Noto una traccia di affresco su una parete e la facciata di fronte a questa mostra delle scoloriture che potrebbero corrispondere ad un affresco terribilmente sbiadito.
Poi trovo una casa che, pur avendo serramenti moderni, nella linea ricorda le case-bottega (senza portico), e accanto vi è una piccola torre con un'unica finestra murata. Continuando per questa direzione, fino ai primi civici di vicolo Poggio non mi sento di segnalare altro, a parte che viene tagliato a metà da un altra stradina: vicolo Pietà.

Via Alessandro Cavriani
Alessandro Cavriani era un ufficiale della Marina Militare, partecipò alla guerra civile spagnola e tre anni dopo, quando raggiunse il grado di capitano di corvetta, ottenne il comando della torpediniera Perseo; l'anno seguente fu assegnato al cacciatorpediniere Ugolino Vivaldi. Nel settembre 1943, nei pressi dell'Asinara, il Vivaldi fu gravemente danneggiato dal fuoco tedesco, non potendo più proseguire gli fu dato l'ordine di abbandonare la nave e di autoaffondarla; dopo aver fatto evacuare la nave il comandante Cavriani e il capo meccanico Virginio Fasan crearono delle aperture per accelerarne la discesa, affondando con la nave. 
Già contrada di S.Leonardo, per la vicinanza con l'omonima chiesa, il primo civico lo incontriamo dopo vicolo Voltino: che fosse questa la casa della nobile famiglia Striggi?
Mantova Numerizzata recita "palazzo della nobil famiglia Striggi, testè estinta per la morte dell’ultimo marchese Alessandro. Ha abitazione presentemente in questo palazzo la sig. marchesa Teresa Striggi Magni, l’I. R. sig. Consigliere Giuliano Buzzoni, ed il sig. Ingegnere Martino Maria Amadei." Se le finestre di questa nobile famiglia davano nel vicolo Voltino, visto che di fronte è palazzo Cavriani, forse questa era una delle case degli Striggi: era difficile che una famiglia altolocata possedesse un unico edificio, spesso possedevano più case anche nella stessa città. Questa casa non ha grandi pregi, ma, d'altra parte, il palazzo che lo affianca ha perso tutto il suo smalto (in origine doveva essere un edificio prestigioso).
Palazzo Biondi è quello che viene citato parlando di questa strada. Si trova al civico 4, ma ha un secondo ingresso in via Capuccine, è una storica magione costruita nel 1460 e appartenne alla famiglia dei conti Biondi, originari di Parma, imparentati col casato dei D'Arco; in origine la facciata era completamente affrescata (specialmente dal pennello di Giulio Romano e di Andrea Mantegna!!!), mentre oggi vi sono solo alcune tracce nella parte alta. Il maestoso edificio è da tempo suddiviso in decine d'appartamenti, all'interno ha un cortile porticato e vicino si trova una palazzina più piccola, che faceva parte della stessa proprietà e ospitava le stalle. 
Proseguendo, tra vicolo di Mezzo e vicolo Poggio vedo una specie di stemma, e pare che nell'edificio vi sia la sede della Biblioteca dell'Associazione Scuola di Cultura Contemporanea, che dal 1999 divenne associazione no profit pur rimanendo legata alle istituzioni cittadine.
Concludo con l'immagine in bianco e nero dell'Osteria delle Macine, dove si riconosce palazzo Biondi.

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