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Mantova Tempo libero #fuoriporta. Estate teatrale veronese chiude con 10 mila presenze nonostante le limitazioni covid

#fuoriporta. Estate teatrale veronese chiude con 10 mila presenze nonostante le limitazioni covid

Lascia un commento | Tempo di lettura 567 secondi Mantova - 29 Sep 2020 - 09:01

Una stagione che passerà alla storia per le serate-evento senza repliche, gli allestimenti essenziali, i riadattamenti nati durante il lockdown e un Teatro Romano inedito a soli 310 posti. Ma soprattutto per aver rimesso in moto il settore degli spettacoli dal vivo non appena è stato possibile farlo, sfiorando i 10 mila spettatori in poco più di due mesi, nonostante limitazioni e protocolli. La 72 edizione dell’Estate Teatrale Veronese, rassegna organizzata dal Comune di Verona, ha centrato l’obiettivo, rialzando non uno ma ben 3 sipari durante l’estate 2020. Delle 9.744 presenze totali, 6.631 sono state conteggiate al Teatro Romano, 2.268 al Chiostro di Santa Eufemia, palcoscenico dedicato ai giovani sia artisti che spettatori, e 845 a Forte Gisella con gli appuntamenti per i bambini.

Intervista al direttore artistico Carlo Mangolini

https://soundcloud.com/user-13508386/direttore-estate-teatrale-veronese

 

La rassegna è  realizzata con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Regione Veneto, in collaborazione con Arteven, con il supporto di Cattolica Assicurazioni e Banco BPM e con il patrocinio di ESU Verona.

 

 “Quello che siamo riusciti a fare in questo anno complicatissimo ha del miracoloso - sottolinea l’assessore alla Cultura Francesca Briani -. Se gli altri anni, con i tradizionali 1.700 posti del Teatro Romano e le numerose repliche, si toccava quota 43 mila spettatori, essere arrivati a 10 mila nonostante il forte contingentamento di posti e serate uniche è davvero un dato eccezionale. Per questo voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere un simile risultato, a partire dal direttore artistico Carlo Mangolini che, nonostante i limiti imposti, ha costruito un programma efficace, dando un segno di discontinuità, pur mantenendo la tradizione shakespeariana, e intercettando un pubblico eterogeneo. Questo risultato è il frutto di un grande lavoro di squadra e il miglior auspicio per un futuro di ritrovata normalità e di grandi successi. Un grazie va anche a tutti gli spettatori che ci sono stati vicini, per la fiducia dimostrata nel voler tornare a teatro e per la curiosità nell’aver accolto con entusiasmo proposte originali e innovative. E poi ringrazio i consulenti delle sezioni musicali, Arteven e il personale di supporto per la promozione e l’organizzazione, e infine tutti i tecnici. Senza dimenticare il ruolo fondamentale degli sponsor”.

 

“A maggio, quando si è capito che avremmo potuto realizzare una stagione estiva, questi risultati erano inimmaginabili - afferma il direttore artistico Carlo Mangolini -. Così come era impensabile che il pubblico e la critica ci avrebbero trasmesso tutto questo affetto e sostegno, ripagandoci del lavoro e degli ostacoli che abbiamo dovuto superare. Tra i tanti ricordi che mi porterò di questa edizione straordinaria sicuramente vedere ballare letteralmente l’intero Teatro Romano con ‘R.osa’ di Silvia Gribaudi e la travolgente energia di una performer fuori dagli schemi come Claudia Marsicano. E poi la cura con la quale Enrico Castellani e Valeria Raimondi di Babilonia Teatri hanno accompagnato Ugo Pagliai e Paola Gassman in un insolito viaggio nel mito di ‘Romeo e Giulietta’. Un commovente dialogo tra generazioni artistiche ed anagrafiche lontane tra loro che ha saputo sintetizzare sulla scena la mia idea di teatro di comunità, capace di mettere insieme sguardi e sensibilità plurali, per parlare a pubblici diversi di qualcosa che li riguarda in prima persona. Ringrazio davvero per la fiducia e lo sprono il sindaco Federico Sboarina e l’assessore Francesca Briani con la quale ho condiviso ogni singola scelta con una sintonia davvero rara”.

 

TEATRO ROMANO. Ben 26 le serate che si sono susseguite dal 18 luglio al 21 settembre.

Prosa. Il cartellone ha proposto 9 prime nazionali e 5 coproduzioni. Sul palcoscenico per le sezioni ‘Classiche Parole’ e ‘Festival shakespeariano’, nomi del calibro di Paolo Rossi, Chiara Francini, Isabella Ferrari, Sergio Rubini, Paola Gassman, Ugo Pagliai, Alessio Boni e Michela Cescon. Così come numerosi attori e professionisti scaligeri. Quasi tutti sold out gli spettacoli portati in scena dalle compagnie nazionali. In testa il mash-up shakespeariano di Paolo Rossi, seguito da Claudio Bisio e Gigio Alberti e dal “Romeo e Giulietta” di Babilonia Teatri, con Ugo Pagliai e Paola Gassman. Un azzardo, quest’ultimo, per l’inedita chiave di lettura proposta sull’intoccabile mito veronese che si è rivelato, invece, uno dei più grandi successi della stagione, con ampi consensi da parte di pubblico e critica. A seguire Isabella Ferrari e Chiara Francini alle prese con due icone teatrali come “Fedra” e “Ofelia”. Non meno significativo il dato delle realtà professionali veronesi, accolte sul prestigioso palcoscenico cittadino. Dei 5 titoli programmati 3 hanno registrato il tutto esaurito e, addirittura, “Molto rumore per nulla” di Punto in Movimento ha ottenuto il miglior incasso di stagione, superando anche i big nazionali a dimostrazione del solido legame che le compagnie locali hanno saputo creare con il pubblico.

Danza. Vincente l’idea di puntare su artiste locali conosciute a livello nazionale e internazionale, come Laura Corradi e Camilla Monga, vista l’impossibilità di ospitare le grandi compagnie. Dei 5 appuntamenti, compreso quello inserito nella rassegna Venerazioni curata da Boxoffice, sono stati sold out sia lo spettacolo proposto da Chiara Frigo e Silvia Gribaudi sia la serata con Katia Tubini e la LPP Project. Da segnalare infine l’ottimo risultato in termini di presenze per Cristiana Morganti, icona del Tanztheater Wuppertal, che ha portato sul palco lo spirito indomito di Pina Bausch.

Musica. I concerti dal vivo hanno stregato il pubblico del Romano tra Jazz e grande cantautorato italiano. I tre appuntamenti di Verona Jazz, organizzati da Ivano Massignan, hanno segnato l’esaurito di Paolo Fresu e l’ottimo risultato di Mauro Ottolini con 280 spettatori. Pieno di presenze invece per Rumors Illazioni vocali, ideato e curato da Elisabetta Fadini, con 3 serate sold out. “Sono molto felice di questo risultato – precisa Fadini -, abbiamo realizzato un programma di altissima qualità nonostante il Covid e siamo riusciti a mettere insieme tre generazioni di cantautori: Franco Battiato, grazie alla splendida voce di Alice, Vinicio Capossela e Vasco Brondi. Quest’anno in particolar modo era così forte l’emozione e l’unione tra artisti e pubblico che tutto questo ha creato più di sempre un unicum di toccante energia e a maggior ragione ringrazio gli spettatori per averci seguito e sostenuto con tanto affetto in un anno così complicato”. Ottimi riscontri di pubblico infine per la rassegna Venerazioni, organizzata da Lorella Pasetto di Boxoffice live, che ha dato spazio al talento femminile, con due grandi interpreti. Prima Petra Magoni di Musica Nuda e poi Stephanie Ghizzoni che ha celebrato al meglio il grande talento di Mia Martini, registrando il tutto esaurito.

 

CHIOSTRO SANT’EUFEMIA. Una location inedita per il festival, interamente dedicata ai giovani e ai professionisti veronesi, con soli 99 posti a sera. Ben 2.270 gli spettatori che hanno partecipato ai 29 appuntamenti in programma, 20 di ‘InChiostro Vivo’ curati da A.Li.Ve. e 9 del cartellone principale. Tutto esaurito per più della metà delle serate. Grazie al grande lavoro di promozione e alla qualità delle proposte la danza ha messo in fila tutti sold out con Iuvenis Danza, Foov Dance Company, Arte3, Diversamente in danza, Elisa Cipriani e Luca Condello. Novità assoluta gli appuntamenti pomeridiani per gli allievi delle scuole di danza, curati da Nuova Soledarte, con momenti di riflessione e approfondimento sui grandi maestri contemporanei.

 

FORTE GISELLA. ‘La città dei ragazzi’ si è svolta a Forte Gisella tra luglio e agosto e ha presentato otto spettacoli teatrali dedicati ai bambini e alle loro famiglie. Questa finestra sulla programmazione per i più piccoli, curata in toto da Fondazione AIDA, ha poposto titoli ispirati a fiabe classiche e contemporanee sotto il segno del teatro d’autore per ragazzi. A pari merito tra i titoli di maggior gradimento “Pippi Calzelunghe” e “Pollicino”, seguiti da “Chicco di grano”, “Il mago di Oz”, “C’era due volte il Barone Lamberto” e l’immancabile “Pinocchio” per concludere con “E così nacque il Mondo” e il “Principe Felice”. Oltre agli spettacoli sono stati introdotti anche due momenti di approfondimento per far conoscere meglio la sede della rassegna, grazie ad un operatore di Fondazione AIDA chiamato ad illustrare, attraverso delle brevi narrazioni create ad hoc a partire da autentiche testimonianze storiche, alcuni scorci suggestivi del forte.

 

SOCIAL E CRITICI NAZIONALI. La pagina Facebook ha registrato un aumento di 500 follower in poche settimane e una crescita esponenziale di interazioni. Seguitissimo anche il profilo Instagram con foto e video ufficiali, contenuti ripostati dagli stessi artisti e attori sulle loro pagine con migliaia di follower. Grande è stata l’attenzione che giornali e televisioni nazionali, regionali e locali hanno dedicato alla manifestazione, così come quella dei tantissimi siti che hanno seguito la rassegna. Una ventina i giornalisti-critici di teatro arrivati da tutta Italia per le prime nazionali, un’attenzione importante quella dei media accreditati che testimonia l’apprezzamento per il lavoro fatto. Redattori e corrispondenti, tra gli altri, di Hystrio, Sipario, Il Sole 24 Ore, Teatro.it, KLP, TeleLombardia, Dramma, Iodonna, Il Manifesto. Tra le tante recensioni positive, scrive Maria Dolores Pesce su Dramma.it: “A costo di ripetersi, anche questo Festival veronese dimostra che in fondo nel teatro italiano scorre un po’ di sangue della mitica fenice. Dimostra cioè le capacità di una organizzazione che si lega alla sua comunità e sa coglierne i fermenti, ma dimostra anche la qualità delle scelte del Direttore Artistico e la sua capacità di rinnovarsi innovando”. 

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