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Mantova Società “Dal Mincio al Don” una cerimonia per i giovani caduti nella campagna di Russia tra il 1941 e il 1943

“Dal Mincio al Don” una cerimonia per i giovani caduti nella campagna di Russia tra il 1941 e il 1943

Lascia un commento | Tempo di lettura 349 secondi Mantova - 08 Nov 2019 - 08:13

È capitato per caso che la celebrazione dei giovani roncoferraresi caduti in Russia tra il 1941 e il 1943 cadesse in un giorno, il 9 Novembre, che è una data storica e specie in questo 2019. 30 anni fa cadeva il Muro di Berlino, quel simbolo della cortina di ferro che divideva l'Occidente dal mondo filosovietico. Quel “crollo” significò anche un timido “disvelamento” sul destino di tanti prigionieri italiani, soprattutto di coloro che non riuscirono a sopravvivere alla dura detenzione nei campi di prigionia sovietici.

“Dal Mincio al Don” è la cerimonia che vuole ricordare quei giovani nati tra il 1907 e il 1923.

Si svolgerà Sabato 9 Novembre, a partire dalle ore 9.30, presso l’Auditorium della Pieve di dei Due Pozzi a Barbassolo, grazie alla collaborazione di Domenico Morandi del Gruppo di Ricerca dei Caduti e Dispersi in Russia con sede a San Giorgio di Mantova, dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Sezione di Roncoferraro, dell'Istituto Comprensivo di Roncoferraro, del Comitato Manifestazioni di Barbassolo e di Assoarma Mantova.


 

I tragici numeri della Campagna di Russia per Roncoferraro

Partirono nell’estate 1941 in 100.000 circa, tornarono in 12.000 i primi nell’inverno del 1943 e molti altri i prigionieri dopo la fine della guerra, probabilmente 88.000 i caduti e i dispersi.

Diversi i mantovani che partirono per la Russia nelle fila della Divisione Pasubio, e specialmente dell'80° Reggimento.

39 i caduti roncoferraresi, vale a dire con luogo di nascita Roncoferraro, che risultano caduti e dispersi in Russia, ma diversi altri furono i roncoferraresi di adozione su cui le ricerche stanno continuando.

Dei 39, nel dettaglio 6 sono caduti cosidetti “noti” (infatti di alcuni di essi le spoglie sono rientrate in Italia qualche anno fa) e altri 8 sono caduti durante la prigionia.


 

Il più giovane caduto fu un fante di soli 19 anni, il più “anziano” fu un Vicebrigadiere degli alpini di 35 anni.


 

Il primo decesso – in questo gruppo – avvenne ad agosto del 1941 (lo CSIR arrivò in Russia nel luglio 1941) e l'ultimo invece si registrò ad agosto del 1945, nel campo di prigionia di Taganrog.


 

La metà dei 39 Caduti roncoferraresi perse la vita nel dicembre 1942 (ben 13) e nel gennaio 1943 (7 caduti). Non sono date casuali…

Infatti il 16 dicembre 1942 le truppe sovietiche riuscirono a rompere l'accerchiamento di Stalingrado e le divisioni italiane ricevettero l'ordine di battere in una precipitosa ritirata.

Un mese dopo, il 15 gennaio 1943 una seconda offensiva sovietica a nord del Don travolse gli Alpini, ed anch'essi iniziarono una faticosa ritirata nella steppa, perdendo tante vite umane nel tragitto.


 

Una buona parte dei Caduti (in 12) apparteneva all'80° Reggimento Fanteria, 4 appartenevano alla Tagliamento, altri 4 appartenevano alle sezioni di sanità, tanti altri appartenevano a varie sezioni e reparti.


 

Programma della celebrazione

Il programma prevede gli iniziali saluti delle Autorità, una breve presentazione del Gruppo di Ricerca dei Caduti e Dispersi in Urss che ha sede a San Giorgio di Mantova, la proiezione di un filmato autentico dal titolo “Dalla partenza alla rottura del fronte”.

Il climax dell’evento è rappresentato da due momenti: l’Orazione di memoria a cura del coordinatore Morandi e la chiamata dei congiunti con contestuale consegna dei dati reperiti sulla fine del congiunto e il dono di un presente da parte dell’Amministrazione Comunale (il Sindaco Sergio Rossi e l'Assessore alla Cultura, Roberto Archi), in ricordo del legame tra i caduti e il loro Comune d'origine.

Al termine della cerimonia, Don Stefano Tognetti, Parroco di Roncoferraro, Barbassolo, Nosedole, Governolo, Barbasso e Casale, reciterà con i presenti la Preghiera del Caduto.

Infine, un “picul disnàr casalìn” con la collaborazione del Comitato Manifestazioni di Barbassolo. Un piccolo ristoro anche per l'anima, in quanto si cercherà di offrire un compendio di antichi sapori roncoferraresi, quelli di una volta.


 

Il perché della manifestazione

«Questo pezzo di Storia lascia sempre un senso di sgomento. Ciò che abbiamo organizzato non è una rievocazione da nostalgici, ma un giusto tributo a chi ha perso la vita così giovane e così lontano dalla propria terra, e di cui per anni, specie durante la Ricostruzione, si è taciuto con un velo di dimenticanza un po’ colpevole. Gli stessi reduci sopravvissuti hanno narrato poco e quel poco l’hanno narrato con un sottile senso di disagio per essere tornati vivi dall’inferno», ha sottolineato l’Assessore alla Cultura Roberto Archi.

E il Sindaco Sergio Rossi, che consegnerà alle famiglie dei Caduti i dati reperiti dal Gruppo di Ricerca di San Giorgio e un dono che consta di una piastrina militare con i dati dei Caduti, ha rilevato come il ruolo istituzionale di Sindaco si incroci con il vissuto personale.

«La tragedia della Seconda Guerra Mondiale ha toccato in qualche modo tutte le famiglie, e dunque anche la mia. Mio nonno era un Alpino, anche lui cadde, ma in Albania nel 1941. Ho vissuto la nostalgia dolorosa di una nonna, che ha perso il suo sposo troppo presto…».


 

La partecipazione dell’Istituto Comprensivo

Alla celebrazione parteciperanno le classi terze della Scuola Secondaria di primo grado “L. Fancelli”.

Ai giovani alunni verrà consegnata la bibliografia sull’argomento che traccia un resoconto delle pubblicazioni immediatamente disponibili al prestito presso la Biblioteca Comunale “G. Zamboni” di Roncoferraro.

Ovviamente ci sono testi imprescindibili quali “Centomila gavette di ghiaccio” di Giulio Bedeschi e “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern, ma anche “La fulgida epopea della Divisione «Pasubio». La storia di eroi, uomini e sofferenze nella Campagna di Russia” di Armando Rati edito dalla casa editrice mantovana Sometti, e “Sottotenente Baboni – Fronte russo 1942” di Enrico e Carlo Alberto Aitini, edito dalla casa editrice Lui di Reggiolo.


 

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