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Mantova Cronaca "In difesa della Sanità lombarda". La parlamentare Anna Lisa Baroni smonta le accuse del grillino Ricciardi

"In difesa della Sanità lombarda". La parlamentare Anna Lisa Baroni smonta le accuse del grillino Ricciardi

Lascia un commento | Tempo di lettura 315 secondi Mantova - 22 May 2020 - 16:47
Dopo quello che è accaduto alla Camera dei Deputati e di cui sono stata
spettatrice, faccio mie le parole dell’assessore alla sanità di Regione
Lombardia Giulio Gallera, che domani sarà a Mantova in visita al Carlo Poma:
“In un Paese civile, di fronte alle tragedie la politica dovrebbe unirsi,
non fare sciacallaggi”. Parole semplici, senza enfasi: una lezione di
politica e di stile, alla quale mi associo per forma e contenuto. Mi preme
tuttavia sottolineare la distorta narrazione della RAI - stabilmente
occupata da Conte e dai suoi sodali -  che montando i servizi ha messo sullo
stesso piano le provocazioni urlate, vergognose e false del grillino
Ricciardi, e la veemente reazione delle opposizioni. Va fatta chiarezza:
Ricciardi ha sostenuto che il sistema sanitario lombardo fa schifo
(sintetizzo, ma il senso è quello), che l’ospedale Covid in Fiera è stato
allestito spendendo "i soldi delle tasse dei cittadini lombardi", che è una
vergogna il governo la Lombardia. Non avendo fatto i compiti a casa, come
tanti colleghi del suo partito, Ricciardi ignora che quell’ospedale è stato
realizzato con soldi provenienti dal generose donazioni di privati (di
queste, quasi la metà - 10 milioni di euro - prontamente assicurate dal
presidente Berlusconi). Non un solo euro di soldi pubblici è stato speso per
quell’opera, in ogni caso pensata come paracadute. E realizzata in tempi
cinesi da Guido Bertolaso che, pur azzoppato dal Covid, ha creato dal nulla
due ospedali mentre il cocco dei M5S - il commissario Arcuri - gestiva
goffamente le forniture di mascherine, ventilatori e dpi in genere, tuttora
in ritardo rispetto alle esigenze. Lo dico chiaro e forte: se si fossero
avverati gli scenari apocalittici che alcune proiezioni evocavano in piena
pandemia (il direttore generale del ministero della sanità conferma che, già
a gennaio, il dossier era sul tavolo del governo) e gli ospedali lombardi
non avessero prontamente raddoppiato i posti in terapia intensiva, cosa
sarebbe accaduto? Lombardia, Piemonte e Veneto hanno retto l'urto come
nessun'altra Regione avrebbe saputo fare; e se Zaia ha meglio contenuto il
contagio è perchè, da subito, ha volutamente disatteso i diktat del governo.
Per giustificare le falle e i ritardi di Arcuri, tra l'altro, il premier ha
invocato come scusante l'impatto violento e imprevedibile del virus: chissà
perchè, questa attenuante non vale per la Regione che è stata colpita per
prima e più drammaticamente dal Covid.
 
Detto questo, è evidente quale sia l'obiettivo di PD e 5 stelle, chiaramente
espresso da Morra al senato e da Crimi ai telegiornali: commissariare la
Sanità lombarda. Commissariare significa revocare i poteri ad amministratori
democraticamente eletti, sostituendoli con burocrati scelti da Conte e dai
suoi : burocrati che non hanno altra legittimazione che quella di essere
organici ai partiti di governo. Tutti hanno fatto errori e a tempo debito
si valuteranno elementi critici e responsabilità: nessuno però dimentichi
che il governo ha atteso settimane prima di agire, scaricando le proprie
responsabilità su comitati scientifici, Regioni e task force prive di
commercianti e imprenditori, buoni solo a pagare le tasse. Nessuno
dimentichi i sindaci di sinistra, Gori e Sala in testa, che minimizzavano:
"E' solo un influenza", "Milano non si ferma" e giù aperitivi sui Navigli
con Zingaretti, e cene antirazziste a Chinatown. Basterebbe questo per
derubricare alla categoria di avanspettacolo la richiesta di
commissariamento.
A fine aprile, secondo un sondaggio tenuto sottotraccia il 58% dei cittadini
riteneva che il sistema sanitario Lombardo avesse funzionato bene o
abbastanza bene, per il 13% funzionato male ma come nelle altre regioni e
solo per il 23% peggio che nelle altre regioni. Per forza: noi Lombardi non
siamo così mammalucchi da sottovalutare la qualità delle cure che ci vengono
prestate, la libertà di scelta del medico e della struttura presso la quale
curarci (sia pubblica che privata accreditata) che ha costruito l’efficienza
della via lombarda alla sanità. Solo il 4% di lombardi va a curarsi fuori
regione, mentre sono oltre 160mila (quasi la metà del totale dei viaggi
della speranza) i cittadini italiani che, soprattutto dal centrosud, vengono
a farsi curare in Lombardia.
 
Con questo spirito e queste certezze mi appresto domani ad accogliere a
Mantova l'amico Giulio Gallera, oggi assessore della sanità lombarda,
collega di tante battaglie politiche e istituzionali nei cinque anni in cui
sono stata orgogliosamente consigliere regionale della Lombardia.
La sua visita è un giusto tributo al nostro Ospedale, e ai suoi medici, agli
infermieri e a tutti coloro che vi hanno operato in questi mesi drammatici,
profondendo impegno, energie e valori a partire da chi ha curato la
sperimentazione della plasmaterapia. Per Mantova, non sarà una giornata da
poco .
 
Anna Lisa Baroni
Parlamentare della Repubblica Italiana
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