Smartphone aperto e scheda madre di un computer con piccoli contatti e connettori dorati in evidenza

Gli oggetti comuni che contengono oro sono soprattutto smartphone, computer e altri apparecchi elettronici. Per individuarlo, però, non bisogna guardare l’involucro: il metallo si concentra in alcuni contatti, connettori e componenti montati sulle schede. Le quantità sono generalmente minime e la semplice presenza dell’oro non rende automaticamente conveniente recuperarlo.

L’oro viene scelto in determinati punti dei circuiti perché resiste alla corrosione. Questa proprietà è utile dove due parti devono mantenere un contatto elettrico affidabile. Il risultato non è una riserva di metallo facilmente separabile, ma una presenza distribuita in parti piccole e diverse tra loro.

Gli oggetti comuni che contengono oro sono soprattutto elettronici

Computer e laptop

Nei computer e laptop l’oro può trovarsi sulle schede madri, nelle CPU, nei circuiti integrati, nei pin, nei contatti e nei circuiti stampati. Non è quindi distribuito nell’intero apparecchio: si trova in componenti selezionati, spesso mescolato o associato a molti altri materiali.

La presenza varia in base al modello, all’anno di produzione, alla tecnologia e al tipo di componente. Due computer apparentemente simili non devono per forza contenere la stessa quantità. Anche il numero di parti elettroniche visibili non basta, da solo, per stimare il valore recuperabile.

Smartphone e telefoni cellulari

Anche smartphone e vecchi telefoni cellulari possono contenere oro nelle proprie parti elettroniche. Rispetto ai computer, però, le quantità indicate sono molto basse. Il recupero da uno o pochi telefoni non è considerato conveniente, anche perché richiede di separare i componenti elettronici dalla plastica e dagli altri materiali.

Accumulare telefoni fuori uso non equivale quindi ad accumulare oro direttamente rivendibile. Il metallo è presente, ma rimane incorporato in un oggetto complesso che deve essere raccolto, selezionato e trattato con processi adeguati.

Televisori, elettrodomestici e piccoli utensili

La presenza di piccole quantità d’oro è possibile anche in televisori, lettori video, lavatrici, asciugacapelli, utensili elettrici e dispositivi elettronici portatili. Questo elenco è un’indicazione generale, non una classifica: non è possibile attribuire a ogni categoria una quantità standard valida per tutti i modelli.

Il punto in comune è la presenza di circuiti, contatti o sistemi elettronici. Ciò non significa che ogni apparecchio contenga oro in misura apprezzabile né che valga la pena smontarlo. Un elettrodomestico grande, per esempio, non è necessariamente più interessante di una piccola scheda ricca di componenti.

Dalla presenza teorica alla quantità recuperabile

Per capire le proporzioni è utile considerare un risultato ottenuto su materiale già concentrato. In un test su schede madri provenienti da 20 computer, un gruppo dell’ETH di Zurigo ha recuperato una pepita di 450 milligrammi, composta per il 91% da oro e per il 9% da rame.

Il dato non descrive il contenuto di un singolo computer. Riguarda un lotto di venti schede madri sottoposto a un trattamento di laboratorio: proprio la concentrazione del materiale e il processo impiegato hanno reso possibile ottenere la pepita. Trasferire quel risultato a ogni PC domestico porterebbe quindi a una stima fuorviante.

Occorre distinguere tre passaggi. L’oro presente è quello incorporato nel componente; l’oro recuperabile è la parte che un processo tecnico riesce effettivamente a separare; il valore economico deve tenere conto anche della selezione, del trattamento e della quantità complessiva lavorata. Il prezzo del metallo, da solo, non dice se l’operazione sia conveniente.

Perché il recupero domestico non è una scorciatoia

Estrarre l’oro non consiste nel rimuovere manualmente un connettore dorato. I trattamenti impiegati per separare i metalli possono prevedere acidi forti, compresi acido cloridrico e acido nitrico, e richiedono competenze, protezioni e strutture adeguate. Non è quindi un’attività da improvvisare in casa, né va ridotta a una procedura di bricolage.

Quando computer, telefoni ed elettrodomestici vengono dismessi perché obsoleti o non funzionanti, rientrano nella categoria dei RAEE, cioè i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Il recupero dei materiali ha senso all’interno dei canali destinati a questi rifiuti, dove gli apparecchi possono essere raccolti e lavorati in quantità sufficienti con processi attrezzati.

Curiosità, valore e recupero sono tre piani diversi

Riconoscere un contatto o una scheda che può contenere oro è una curiosità utile sui materiali impiegati nell’elettronica. Stabilire quanto valga richiede invece di conoscere componente, modello, quantità e possibilità concreta di separazione. Il recupero, infine, appartiene a un’attività tecnica da affidare a strutture adeguate: un riflesso dorato su una scheda segnala una possibile presenza, non un guadagno immediato.

Di Cinzia Gozzoli

Sono una blogger, scrittrice e imprenditrice. Amo la musica, i film e viaggiare.